Dopo due anni di stop causa covid, Agrigento ha rinnovato la tradizione storica e profonda del culto di San Calogero, il venerato Santo Nero delle grazie. A fronte dell’impennata dei contagi da Omicron 5, il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, a tempo debito ha riunito tutte le parti in causa, compresa l’Associazione dei portatori di San Calogero, e, di comune accordo, è stato deciso di vietare la pittoresca arrampicata sul simulacro del Santo in processione, per baciare il volto di San Calogero, invocandone protezione. E così è stato. Il percorso dal Santuario, da mezzogiorno in poi, verso la chiesa dell’Addolorata attraverso il centro storico, andata e ritorno, con fuochi d’artificio serali, è stato ordinato e composto. Nessuno ha ritenuto di tradire le promesse dell’incontro prefettizio. Sarà dunque così anche domenica prossima, la seconda di luglio, con la seconda e ultima processione diurna e serale. Impeccabile è stato il lavoro delle forze dell’ordine, preposte alla tutela della salute pubblica, ovvero la ragione per la quale è stato imposto il divieto dell’arrampicata. I devoti agrigentini hanno testimoniato senso di responsabilità e di condivisione.

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