Firenze, 4 luglio 2022

Dalla parte giusta della Storia?… Anche no.
 

Il Popolo della Famiglia di Firenze ha preso nota delle dichiarazioni del Sindaco Dario Nardella (qui, da Repubblica) circa la mobilitazione del Consiglio comunale della nostra città, da parte sua, per la concessione della cittadinanza onoraria fiorentina agli studenti stranieri che abbiano frequentato almeno un ciclo scolastico di istruzione. Si tratta di uno strumento di pressione politica sulla questione del c.d. ius scholae, che sarà oggetto, a breve, del dibattito politico parlamentare.

In relazione a ciò, il referente del Popolo della Famiglia per Firenze, Pier Luigi Tossani, ha scritto una lettera aperta al Sindaco (il testo integrale della mail è allegato alla presente)nella quale ha segnalato al primo cittadino l’intervento, apparso il primo luglio scorso sull’agenzia informativa La Nuova Bussola Quotidiana, a firma di Anna Bono, dal titolo “Ius scholae, una proposta razzista”, nel senso che
 
“Lo ius scholae prevede che un immigrato acquisisca la cittadinanza italiana se è arrivato quando aveva meno di 12 anni e se ha frequentato almeno cinque anni di scuola italiana. In realtà i figli degli immigrati godono già di tutti i diritti. Piuttosto c’è dietro l’idea che la nazionalità italiana sia superiore a quella marocchina, albanese o nigeriana”.
 
Così Tossani, a Nardella:
“Da quanto sopra, segnaliamo in particolare alcuni elementi. Il primo, se è vero, come dice la Bono, che
“…nessun diritto è negato ai minori stranieri che vivono in Italia. Godono degli stessi diritti, delle stesse libertà e usufruiscono degli stessi servizi dei bambini italiani, senza discriminazioni e limitazioni. Secondo quanto prevede la legge, raggiunta l’età di 18 anni, se risultano risiedere stabilmente in Italia hanno facoltà di scegliere se mantenere la cittadinanza dei loro genitori oppure diventare cittadini italiani e hanno due anni di tempo per decidere che cosa fare”.

ebbene, allora Lei sta mobilitando febbrilmente il Consiglio Comunale per presunte necessità urgenti che però, nei fatti, non sussistono. La seconda, dove la Bono scrive:

“…a meno che le rivendicazioni di chi sostiene lo ius scholae – e in passato lo ius soli – non rispecchino un pregiudizio, anche inconsapevole: che cioè la nazionalità italiana sia più ambita, desiderabile, prestigiosa, che potersi presentare al mondo come italiani sia meglio che farlo da marocchini, albanesi o nigeriani”.

Quindi Le chiediamo, Signor Sindaco: Lei è consapevole del fatto che lo ius scholae è una proposta razzista? 

Infine, chiudiamo osservando che La Rete per la riforma della cittadinanza, nel flash mob del 28 giugno scorso a Roma, in piazza Capranica, ha adottato il seguente slogan:
“Italia, promettimi che 877mila studenti riceveranno la cittadinanza, che mi considererai uguale ai miei compagni, che potrò andare a votare per la prima volta…”

ben s’intende, nelle intenzioni dei promotori, votare a favore del Movimento 5 Stelle, e del PD. Vediamo se, per fare questo, troverete una maggioranza in Parlamento.

Cogliamo l’occasione per porgere il nostro cordiale saluto a tutti gli stranieri, di alcuni dei quali abbiamo ben presenti i nomi e i volti, e che vediamo impegnarsi quotidianamente, con le loro famiglie, a rendere grande  il nostro Paese, senza indulgere in falsi vittimismi ideologici”.

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