Lo scorso 14 aprile la seconda sezione penale della Corte d’Assise d’Appello di Palermo, presieduta dal giudice Angelo Pellino, ha ridotto la condanna da 17 anni e 4 mesi inflitti in primo grado a 10 anni e 4 mesi a carico di Raimondo Burgio, 38 anni, di Palma di Montechiaro, imputato, in abbreviato, reo confesso dell’omicidio del cognato, Ignazio Scopelliti, 45 anni, ucciso il 2 novembre del 2018. Il sostituto procuratore generale, Giuseppe Fici, aveva proposto la condanna di Burgio a 8 anni di carcere, con il riconoscimento delle attenuanti generiche e della provocazione. Ebbene adesso la Corte d’Assise ha depositato le motivazioni della sentenza spiegando il perché dello sconto di pena. E tra l’altro ha scritto: “L’imputato fu ripetutamente provocato con vilipendi e continue minacce, offese e umiliazioni, anche contro familiari. Vi era un profondo stato di prostrazione”.

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