Finalmente sono arrivate le mie ferie, mi preparo per partire. Considerando il volo previsto per domattina alle 9 a Palermo abbandono l’idea di partire con le prime luci dell’alba.

– Ma sono soltanto poco più di cento chilometri! Diranno i più ingenui.

– Eh no, in Sicilia non è così semplice pianificare un viaggio. Devi considerare gli imprevisti, le strade dissestate, le interruzioni, i semafori, la rete ferroviaria con un solo binario, in molte tratte non elettrificata.

Decido di prendere il treno che passa a pochi chilometri dal mio paese. Peccato che quell’unico binario, nel tratto che va da Aragona Caldare a Roccapalumba, sia momentaneamente chiuso per lavori in corso.

L’ennesimo disagio non previsto ma prevedibile gocciola sulla fronte dei miei genitori, costretti ad accompagnarmi a prendere un bus a Favara con direzione Palermo, mentre fuori si percepisce una temperatura di 40 gradi.

Arriviamo a destinazione.

– Non ti preoccupare! esclamano i miei genitori, mentre il barista del bar vicino alla stazione degli autobus ci offre un bicchiere d’acqua, quasi per compassione.

Eccomi in partenza, direzione Palermo.

Tutto sembra procedere per il meglio. All’orizzonte il primo di una serie di semafori. (Eh sì, dovete sapere che noi in Sicilia ci affezioniamo facilmente, quindi anche le interruzioni quando iniziano poi non finiscono più!) ma qualcosa inizia ad andare storto. Un autobus in panne, in diagonale, ostruisce il passaggio ai mezzi pesanti. Il nostro autobus è costretto a fare un’inversione ad U.

– E ora? – esclama l’autista.

Ah, dovete sapere pure che le strade in Sicilia non è che siano poi così tante.

Vediamo il nostro Caronte grattarsi il capo prima di indirizzare il bus verso una nuova direzione.

– Mussomeli, prendiamo da Mussomeli!

Iniziano così una serie di curve, strade inesistenti e paesaggi mozzafiato di una Sicilia arsa dal sole di luglio.

Il sogno di arrivare in orario si esaurisce all’ennesima curva che ci porta ad un vicolo cieco.

L’autista s’è perso.

Cambiamo strada ed arrivano i soccorsi dei passeggeri con in mano un cellulare e google Maps, pronti a risolvere con un click anche il problema dell’assenza di strade ed infrastrutture in Sicilia. Peccato che qui il segnale non arrivi. Il nostro autista decide, quindi, di fermarsi e chiedere informazioni ad un automobilista.

– C’era un autobus ” in panne” in mezzo alla strada, stiamo prendendo da qui per andare a Palermo, di ccá s’arriva?

– Si! risponde l’autista.

Dopo un sorriso, accompagnato da un colpo di clacson, il nostro autista saluta e continua il suo percorso.

Si prosegue all’interno del nostro vortice, tornanti che mettono alla prova il nostro coraggio.

I respiri vengono trattenuti per più di mezz’ora.

Una strada vera all’orizzonte ed un sospiro di sollievo pone fine a questo “piccolo” disagio.

Spero di avere dato un’idea di cosa significhi viaggiare in Sicilia, con o senza mezzi pubblici, senza strade e senza binari.

Se vi state chiedendo se nel frattempo sia arrivata a destinazione: la risposta è no. Mi sa che faranno prima a formare un nuovo governo. Ah, se potete riferitelo anche a loro, che in Sicilia oltre ad un nuovo governo avremmo bisogno di qualche strada e qualche binario in più.

Saluti dalla mia amata, seppur bistrattata, Sicilia.

Nicoletta Petrotto

Rispondi