Funziona sempre. Scaricare le colpe sui deboli per salvare i potenti furbi

E’ il gioco preferito di chi non cerca la verità ma sfrutta ogni cosa per carriere facili e visibilità

Per annichilire una comunità e ridurla all’appiattimento  totale devi stimolare i sensi di colpa.  Disorientare l’opinione pubblica. Scrive anche libri con molte inesattezze. Libri che, stranamente non parlano mai di chi ha gestito il potere dentro il comune per molti anni.

Degli ultimi  20 anni di gestione comunale, periodo che non conosce responsabili , sia  per il fallimento dell’Ente locale che per le eventuali infiltrazioni mafiose, stranamente si preferisce non parlare nel dettaglio.

Delle gestione clientelare di appalti e di incarichi , nei tanti libri scritti non si fa cenno. Solo dell’operazione “Artemisia”  e del periodo di Errante, post rottura con la coalizione che lo elesse nel 2012, si scrive, anche con poca precisione

La chiesa romana , del disorientamento e dei depistaggi, ne fece un’arma di convincimento per secoli. Si inventarono pure  le streghe e gli indemoniati. Bastava essere “colpiti ” dal diavolo e finivi bruciato. Facili finire sul rogo anche se, con il diavolo, non avevi  avuto mai nessuna relazione. A questo gioco di potere si associazione spesso “comunicatori” senza scrupoli e manipolati da “inquisitori” moderni. Il rogo è superato , meglio la gogna mediatica. Il diavolo esiste. Vuoi mettere il piacere di generare streghe e demoni umani? In realtà, i veri colpevoli, con questo metodo non pagheranno mai. Serve solo mandare qualcuno al rogo  e l’opinione pubblica è soddisfatta. La mafia è servita al potere e non solo per farci affari. Anche la lotta alla mafia è servita per difendere sistemi e apparati.

 

Sono trascorsi 5 anni da quel mese di aprile del 2017 che registrò le dimissioni del sindaco Errante e della sua Giunta. Dimissioni , che non sono servite, come avvenuto nel 1992 con il sindaco Pompeo,   a fermare lo scioglimento per mafia dell’Ente. Una decisione arrivata dopo mesi di intensa attività mediatica e investigativa e in ogni caso, tardiva. Il Ministro dell’epoca , Minniti leader del PD , nel giugno dello stesso anno, firmerà l’atto di scioglimento per un comune che era già tutto commissariato. Erano tutti già dimessi: consiglieri e sindaco. Non rimaneva nessuno degli eletti nel 2012 .

Sono rimasti solo i dipendenti comunali e il commissario , l’ex procuratore Messineo che ha preso atto dello scioglimento

 La relazione del prefetto Priolo, lo scioglimento del comune, le relazioni dei commissari, le accuse alla città, la massoneria e gli articoli di mafia e quelle inchieste che tutti si attendevano sui nomi scritti nelle relazioni e  che non sono ancora arrivate.

Tanto rumore per cosa?

Ormai, eventuali reati da contestare  per quel periodo, sono sotto prescrizione. Tanto rumore per cosa? Chi si è arricchito negli ani con il comune è tranquillo e beato. I mafiosi’ Dove sono e soprattutto chi sono questi infiltrati? Silenzio. La cosa strana rimane nel fatto che, la città del boss Matteo Messina Denaro, ad horas , non ha nessun condannato per reati mafiosi all’interno del comune. Non c’è un politico o un dipendente comunale che ha avuto condanne. Ma neanche processi.

Solo libri, servizi in TV e articoli . Produzioni letterarie con strombazzamenti  vari (alcuni) anche pieni di non verità e tutti con l’etichetta del boss imprendibile. Boss che rimane latitante dopo 30 anni. La colpa sempre dei castelvetranesi che non sono politicamente da una parte . La mafia strabica ha guardato solo a destra o zone limitrofe.  Errante, ad esempio, fino al gennaio 2015 , non era “indemoniato” poi,  improvvisamente, fu colpito da una saetta diabolica. Ci avevano detto che i mafiosi sono solo attratti dai soldi facili. A Castelvetrano pare che avessero ideali diversi. Almeno così dice l’inquisizione.

Ci si aspettava una indagine  dettagliata sul comune e su tutto quello che accaduto .Almeno dal 2007 in poi. e invece ? Nulla.  Nei libri ,  (tanti ) non si narra quasi mai  nel dettaglio, dei disastri comunali che hanno portato il comune al collasso. Non si parla di chi ha realmente gestito il potere dentro Palazzo Pignatelli per 20 anni. 30 milioni di Euro di debiti ? Sono state le “streghe” o gli “stregoni” . Intanto mandiamo al rogo chi non ha commesso nulla  salvando gli squali. .Poi, la gente dimenticherà. Magari daranno la colpa a qualche fesso.

Tutto non poteva accadere in due anni. Hanno scaricato tutto su Errante. Serviva una “strega ” da mandare al rogo ed è stata trovata. Anche qualche “streghino” per far più fumo.  Quasi a voler  proteggere una certa classe dirigente, si sono dimenticati 20 anni di storia amministrativa e dei loro esecutori.  Si sono dimenticati delle lottizzazioni facili, di ditte che gestivano servizi importanti con procedure non chiare.  Di chi si è portato gli archivi  di bollette e servizi. Dei soldi buttati al porto . Del mancato incasso dei tributi e di società che prendevano i soldi dei tributi senza restituirli all’Ente.  Tutti “mazza  franca”. In questa società ci lavoravano  figli di funzionari comunali.  Anche di questo nei libri non si parla.  Non si dice nulla ,dei disastri di Belice Ambiente, relativamente ai danni ambientali. Anche qui , per salvare i responsabili del tappo di 70 milioni di Euro, hanno pensato bene di mandare al rogo i “passeri”. La mafia non aveva interesse su Belice Ambiente. Parola dell’inquisizione moderna. Da rabbrividire . I danni di Belice Ambiente senza colpevoli

Una fonte fa sapere che, la Corte dei Conti , in questi mesi, ha inviato dei provvedimenti per danno erariale, ad alcuni funzionari e dirigenti del comune.  Sarà vero? Stranamente, nessuno ne parla. Meglio dare la colpa ai soliti noti e ai cittadini. Cittadini che difficilmente sapranno la verità sulla mala gestione comunale. Potranno solo sapere ciò che viene scritto da inquisitori di vario genere.  I nomi? Basterebbe leggere le relazioni e i documenti comunali

In Democrazia, sono i tribunali a punire chi ha sbagliato. Nelle false democrazie i tribunali sono solo mediatici. Castelvetrano resta senza giustizia e con il latitante ancora libero

Fonte: documenti

Amici del Diritto Costituzionale

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