Al momento la Sicilia non è più nella traiettoria della caduta dei detriti del razzo cinese in caduta libera verso la terra. Così assicura l’ingegnere Salvatore Cocina, a capo della Protezione civile regionale, che afferma: “Si monitora questo rientro incontrollato. Ulteriori misurazioni ci sapranno dare risposte più certe. Più ci avviciniamo all’evento meno sarà il margine di errore. Non possiamo escludere totalmente la possibilità che uno o più frammenti cadano sul nostro territorio, ma al momento pare improbabile. A preoccupare di più è il blocco con i due motori a idrogeno e ossigeno liquido: usati per la propulsione, sono realizzati con materiali che resistono bene al calore e hanno una massa di 2-3 tonnellate. Probabile la frammentazione nell’impatto con l’atmosfera, ma potrebbe comunque generare detriti massicci”.

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