La certezza dopo 9 anni è che fu omicidio quello del cameraman palermitano Mario Biondo. Il gip di Palermo Nicola Aiello però non può far altro che archiviare il caso senza colpevoli. E’ passato troppo tempo e ci sono fondate difficoltà a trovare prove inconfutabili che possano dimostrare questa tesi oltre ogni ragionevole dubbio. Il problema sarebbe dovuto alle indagini incomplete e frettolose degli investigatori e della magistratura spagnola che lavorano nell’immediatezza dei fatti dal momento che Biondo fu trovato morto nel 2013 nella sua casa di Madrid dove abitava con la moglie, Raquel Sanchez Silva, nota giornalista e conduttrice televisiva spagnola.

Il caso venne quasi subito archiviato come un suicidio provocato da un auto gioco erotico. Altre falle sarebbero riconducibili all’esame tossicologico che prima rivelò presenza di stupefacenti e alcol nel sangue della vittima ma i successivi accertamenti lo smentirono. Non ci fu neanche alcuna intercettazione o indagine ben specifica attorno ai presunti sospettati, a cominciare proprio dalla moglie del cameraman.

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