Tangenti al ministero dell’Istruzione: la lista delle assunzioni «di favore»

 

 

Nel corso di due lunghi interrogatori Valentina Franco, factotum di Giovanna Boda, la dirigente del ministero dell’Istruzione indagata per corruzione, elenca nomi e scambi di favori avvenuti durante la sua dirigenza. In particolare Franco offre una serie di conferme al pm Carlo Villani che ha acquisito una lista di nominativi da approfondire: persone che, ad una prima impressione, avrebbero beneficiato dell’appoggio di Federico Bianchi di Castelbianco, l’ex editore dell’agenzia Dire arrestato per corruzione, sponsor interessato di Boda e assiduo finanziatore delle sue iniziative.

Spunta allora nel parterre di beneficiati da Bianchi di Castelbianco anche il nome del procuratore antimafia Federico Cafiero De Raho, in pensione da pochi mesi. Daniele Piccirillo, una delle persone assunte per lavori promossi dal ministero, sarebbe suo cognato: «Non ho certezza — fa mettere a verbale Franco — ma Daniele Piccirillo dovrebbe essere il fratello della moglie di De Raho, forse il cognato. Non ricordo il cognome della moglie. Non so altro perché la Boda aveva contatti diretti con la moglie di De Raho e non me ne occupavo io. Non so nemmeno se Piccirillo lavorasse con Bianchi di Castelbianco. Sicuramente non lavorava al ministero o comunque io non l’ho mai visto». La tuttofare di Boda aggiunge una precisazione che introduce ulteriori dettagli: «Questo perché sulla lista segnavamo tutti i nomi ma poi non so se tutti i contratti siano stati fatti». È possibile dunque che pur essendo entrato nell’elenco di persone da segnalare per un’assunzione, in seguito Piccirillo non sia stato contrattualizzato.

Giovanna Boda dedicava molta cura alle pubbliche relazioni. E in questa direzione vanno interpretati anche i regali all’ex ministro Marco Bussetti, acquistati coi fondi dell’editore della Dire: «Infine in Sardegna — precisa Franco — ho prenotato un Ncc per il ministro Bussetti su richiesta della Boda, così come ho comprato una penna, una Mont Blanc da regalare a lui». I fondi di Bianchi di Castelbianco finanziavano le iniziative più disparate. Incluse alcune autenticamente formative tipo le conferenze tenute in alcune scuole da Giovanni Paparcuri, superstite della strage di Capaci. Nella stessa direzione andava il coinvolgimento delle fondazioni Falcone: «Fondazione Falcone 1 e Fondazione Falcone 2 sono voci che probabilmente costituiscono donazioni o comunque Bianchi di Castelbianco pagava la Fondazione per qualcosa che ora non so specificare» ricostruisce Franco.

La factotum di Boda spiega poi come Bianchi di Castelbianco avesse messo a disposizione una carta di credito per le spese ordinarie della dirigente: «So — dice Franco— che la carta era usata per la Boda. Noialtri non prendevamo nessun rimborso per le spese che avevamo anticipato per la Boda. Faceva principalmente spese personali, come chirurgia o parrucchiere o unghie lasciando anche mance generose. Spendeva 1.000 euro a settimana» . Quanto alla presunta assunzione del cognato precisa Cafiero De Raho: «Conosco Giovanna Boda in quanto motore di una serie di iniziative meritorie sulla legalità. Nulla so o posso dire riguardo a questa ipotetica assunzione».

https://roma.corriere.it/notizie/cronaca/22_aprile_13/tangenti-ministero-dell-istruzione-lista-assunzioni-di-favore-26221c16-ba8c-11ec-ac09-3ceafb137606.shtml

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