Miccichè ha candidato tutti i suoi uomini e le sue donne, al netto di alcuni paracadutati nazionali, e ha fatto strame non soltanto dei suoi oppositori, ma anche di chiunque, anche solo in un occasione, gli avesse manifestato perplessità.

Ieri Miccichè, a proposito della mancata candidatura di Marco Falcone, deputato e assessore regionale, nonché storico esponente e commissario di Forza Italia a Catania, è arrivato a dire: “Non è stato possibile. Pazienza, non succede niente. E poi quando uno deve avere un premio se lo deve meritare…”.

Siamo in pieno delirio di onnipotenza.

Miccichè sente Forza Italia come un suo possesso e attribuisce le candidature secondo il criterio premi-punizioni.

Votare Forza Italia è votare contro la Sicilia!
Gianfranco Miccichè, leader assoluto di Forza Italia in Sicilia

E dovunque ha candidato persone a lui vicinissime.

Proviamo a fare un rapido screening.

Dietro di lui al numero due al Senato della Sicilia occidentale ha piazzato Daniela Ternullo, una deputata regionale di Melilli provincia di Siracusa, nemica giurata della Prestigiacomo, così da ricordare chi comanda anche a Stefania. Al quarto posto, sempre al Senato Sicilia occidentale, Rosy Pennino.

Al secondo posto del Senato orientale, dietro la Prestigiacomo, ha inserito l’assessore regionale uscente trapanese Tony Scilla. A seguire al terzo posto, probabilmente sempre per rimarcare che la Prestigiacomo non conta nulla, un’altra palermitana funzionaria regionale, Loredana Messina, della quale sono ignoti meriti e parentele.

Alla Camera plurinominale di Palermo al secondo posto dopo Mulè, ha piazzato Ada Terenghi, compagna dell’ex direttore generale di AMG Dario Alllegra. Al terzo posto Marcello Gualdani, già deputato.

Alla Camera plurinominale di Trapani, Agrigento e Caltanissetta al secondo posto ha piazzato il suo deputato regionale Michele Mancuso,

Alla Camera plurinominale di Enna e Messina al primo posto è stata piazzata la deputata regionale messinese Bernadette Grasso e al secondo posto l’ex parlamentare ragusano Giovanni Mauro, entrambi candidati anche nel plurinominale Camera di Siracusa e Ragusa.

Alla Camera uninominale di Barcellona ha piazzato il capogruppo all’ARS Tommaso Calderone.

Tutto questo all netto della conferma delle tre parlamentari uscenti, considerate a lui vicine, Gabriella Giammanco, Matilde Siracusano e Urania Papatheu.

E abbiamo fatto solo alcuni nomi

Nessuno è riuscito a proferire parola. Il potere di Miccichè è stato assoluto. E le liste sono quindi a sua immagine e somiglianza.

Dopo avere eliminato Nello Musumeci e il suo ottimo governo e avere costretto Gaetano Armao a scegliere con coraggio il terzo polo di Carlo Calenda, ha eliminato non solo chiunque lo avesse avversato, ma persino chi non lo avesse omaggiato.

Agli elettori non resta che decidere di non votare per Forza italia.

La maggioranza dei collaboratori del nostro giornale nelle passate elezioni politiche ha espresso il suo voto per Forza Italia. Adesso non lo farà nessuno. Quasi tutti faremo una scelta per il terzo polo e voteremo per Armao alla Presidenza della Regione.

Ma vogliamo fare un appello. Votate per chi volete, ma in Sicilia non votate per Forza Italia.

Non la votate ai plurinominali di Camera e Senato e non votate per i candidati che ne siano espressione all’uninominale. E non la votate alle regionali e non votate i candidati da essa sostenuti.

Ditelo a tutti i vostri amici e parenti.

Forza Italia non esiste più. Adesso è il partito personale di Gianfranco Miccichè.

E Miccichè è l’emblema della vecchia politica e di una Sicilia della quale non possiamo essere orgogliosi.

Votare Forza Italia oggi equivale quindi a votare contro la Sicilia.

Rispondi