Ricorre oggi l’anniversario dell’omicidio di Libero Grassi, l’imprenditore pioniere del no al ricatto della mafia. La commemorazione a Palermo. L’intervento di Lagalla.

Libero Grassi in televisione da Maurizio Costanzo raccontò che nella sua fabbrica di corredi e biancheria intima aveva ricevuto la visita di tale “Geometra Anzalone” che gli chiedeva denaro in cambio di sicurezza. L’imprenditore, titolare dell’azienda tessile “Sigma”, denunciò in pubblico ciò che tutti sapevano ma non avevano il coraggio di dire: a Palermo il pizzo strangola le imprese e costringe gli imprenditori a diventare soci della mafia. Pochi giorni dopo quell’apparizione televisiva, Libero Grassi fu ucciso da Cosa Nostra, il 29 agosto del 1991, in via Alfieri. 4 colpi con una pistola puntata alla testa, sparati a bruciapelo, alle spalle. Oggi ricorre il 31esimo anniversario di quanto accaduto, che ha tracciato un varco tra un prima e un dopo nella lotta e nella ribellione alla mafia. A Palermo Libero Grassi è stato commemorato al mattino di oggi, in presenza, tra gli altri, dei figli Alice e Davide, e del sindaco, Roberto Lagalla, che ha affermato: “Simbolo della lotta alla criminalità, Libero Grassi è ancora oggi un eroe moderno. Rifiutando una richiesta di pizzo, con grande coraggio e a testa alta, seppe dire ‘no’ alla mafia, non piegandosi alle intimidazioni della criminalità organizzata. La certezza è che il suo ricordo non sbiadirà mai, grazie anche all’impegno costante che negli ultimi anni ha animato i tanti giovani che fanno parte di quelle associazioni anti-racket, sempre presenti al fianco degli imprenditori onesti, nate proprio ispirandosi all’esempio di Libero Grassi, e alle quali non deve mai mancare il sostegno delle istituzioni pubbliche. Partendo dalla storia, e quindi dalla memoria, abbiamo bisogno di valorizzare le migliori testimonianze della nostra terra, per una società che non sempre ha il coraggio di questi nostri eroi del passato” – ha concluso Lagalla.

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