Il gruppo Moncada Energy spiega il perché il Comune di Porto Empedocle ha preteso la restituzione dei quattro immobili affittati nell’ex area Montedison. I dettagli.

Il Comune di Porto Empedocle ha preteso dal gruppo Moncada Energy la restituzione dei locali nell’ex area industriale. E adesso la società fondata dal defunto Totò Moncada spiega il perché. “Perché lo scorso 4 agosto si è parzialmente concluso il rapporto tra noi e il Comune di Porto Empedocle che, di conseguenza, non incasserà più il canone d locazione di 222mila e 750 euro all’anno. Il rapporto risale al 2007, quando l’area ex Montedison, reduce da 30 anni di degrado e ridotta ad un immondezzaio, fu assegnata dal Comune al Gruppo Moncada tramite una gara pubblica, in cui è stata depositata un’offerta con un rialzo del 65%. L’attuale triste epilogo non deriva affatto dalla nostra volontà di abbandonare un territorio al quale siamo legati e che tanto bene ci ha accolto ma, al contrario, dalle incomprensibili decisioni assunte dall’attuale sindaco in carica, Calogero Martello. Infatti, il sindaco Martello ha preferito ostinarsi nel portare avanti un contenzioso (che rischia unicamente di far perdere alle casse comunali milioni di euro a titolo di risarcimento del danno ove la Corte di Appello ribaltasse la decisione del Tribunale di Agrigento), piuttosto che ragionare sulle diverse formule prospettate dal Gruppo Moncada di prorogare il contratto di locazione, ovvero per ragionevolmente dividere e delimitare l’area per un utilizzo promiscuo della stessa fra le parti. Come statuito dalla impugnata sentenza di primo grado, saranno restituiti solamente gli unici quattro immobili di proprietà del Comune sui quali sussisteva un rapporto di locazione fra le parti, mentre su tutta la restante area (ivi compresi i capannoni edificati successivamente e l’area sportiva adiacente) il Gruppo Moncada manterrà invece di diritto ogni titolarità per un periodo di oltre 10 anni. Ciò condurrà, inevitabilmente, alla conseguenza per il Comune di avviare nuove attività contenziose dirette a definire le modalità di accesso necessarie per raggiungere gli immobili restituiti: il tutto, ovviamente, con un inevitabile aggravio di spese a suo carico. Le prese di posizione del Sindaco appaiono del tutto ingiustificate e stridono con la storia di chi, negli anni, non ha solamente rivitalizzato quell’area industriale con importanti investimenti, ma ha anche e sempre onorato tutti gli impegni contrattualmente assunti (non oggetto di contenzioso) e, soprattutto, si è speso a favore del territorio, eseguendo opere gratuite che hanno indubbiamente arricchito il territorio ed il Comune di Porto Empedocle. Nello specifico, si vuole fare riferimento, ad esempio, all’avvio di una campagna di adozione nazionale ed alla realizzazione di un canile con i quali sono stati sottratti all’abbandono oltre 380 animali presenti sull’area in gravi condizioni igienico-sanitarie, agli interventi di radicale pulizia eseguiti intorno alla Torre di Carlo Quinto, alla realizzazione della rotatoria all’uscita del porto al km 0 della strada statale 115, al livellamento dell’area di piazzale e la realizzazione della recinzione dell’area in prossimità dello snodo tra Piazza Donegani, la rotatoria ed il tratto stradale di accesso al porto, il tutto con successiva pavimentazione in conglomerato bituminoso e piantumazione di essenze arboree. O ancora, si vuole fare riferimento alla ristrutturazione ed a tutti i successivi interventi di manutenzione ordinaria dell’immobile di proprietà del Comune Porto Empedocle e concesso da questo in uso all’Arma dei Carabinieri per l’attuale utilizzo quale caserma. La correttezza e la serietà del Gruppo Moncada nei rapporti con la collettività ed il Comune di Porto Empedocle può agevolmente riscontrarsi anche con riferimento alle obbligazioni contrattuali che per anni sono state oggetto di contenzioso. Ed infatti, non appena la società è risultata soccombente nel primo grado di giudizio, e nonostante la Corte di Appello di Palermo avesse già concesso la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado, ha immediatamente provveduto lo scorso febbraio al pagamento di tutti gli importi indicati nella stessa sentenza ed ammontanti ad oltre 2 milioni di euro. Il Gruppo Moncada non ha mai avuto alcun debito economico e morale nei confronti della collettività. La nostra società, infatti, ha esclusivamente accantonato per alcuni anni i canoni di locazione poiché oggetto di contenzioso pendente, provvedendo immediatamente al loro versamento non appena conclusosi il giudizio di primo grado e nonostante – ripetiamo – la sospensione dell’esecutività della sentenza. Interveniamo adesso per sollecitare la popolazione e tutte le istituzioni del Comune di Porto Empedocle a vigilare affinché il Sindaco trovi una soluzione di utilizzo per gli immobili che consenta alle casse comunali di generare un introito annuale superiore rispetto al canone di 222mila e 750 euro all’anno pagato negli anni dal Gruppo Moncada. Ed è il canone riproposto di recente per la prosecuzione del rapporto di locazione. Lo spettacolo indecoroso al quale sarà costretta ad assistere la popolazione empedoclina alla fine del mese di settembre, con l’abbandono degli immobili senza che ad oggi vi sia alcun piano di sviluppo – così come riferito dal Sindaco nel corso di una recente riunione – non potrà in alcun modo essere addebitata al Gruppo Moncada ma, al contrario, riconducibile alla esclusiva volontà di chi antepone al bene pubblico le proprie inimicizie ed antipatie personali fondate su logiche non dichiarate. Infatti, il nostro gruppo ha provato più e più volte per mezzo di proposte, formalmente inoltrate all’Amministrazione comunale, a raggiungere una ricomposizione bonaria dei rapporti tra le parti. E sono state tutte proposte rigettate dal Comune senza nemmeno una formale motivazione a supporto della propria posizione”.

teleacras angelo ruoppolo

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