Manifestazione a Roma, venerdì 2 settembre, dalle ore 9.00 alle 13.00 in Piazza Benedetto Cairoli-Via Arenula.

La manifestazione è a sostegno di Rita Bernardini, presidente di Nessuno tocchi Caino, in digiuno da 15 giorni per sollecitare un provvedimento d’urgenza al Governo sulla grave situazione in cui versano le persone detenute nelle carceri italiane e per coloro che ci lavorano.

Dall’inizio dell’anno sono 58 i detenuti che hanno deciso di togliersi la vita.

L’iniziativa nonviolenta di Bernardini, e di tutti coloro che si sono uniti a staffetta al digiuno, è per dare voce e corpo a chi in prigione continua ad essere solo un numero. Cittadini detenuti così disperati da scegliere la morte perché disperati e privati dell’attenzione necessaria nel percorso di reinserimento previsto dalla Costituzione.

Lo sciopero della fame è a sostegno delle volontà manifestate dalla Ministra della Giustizia Marta Cartabia e del capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria Carlo Renoldi affinché si proceda per l’immediato a ridurre la popolazione detenuta in forte sovraffollamento, con misure come la liberazione anticipata speciale.

Proposte come quella fatta da Don Davide Maria Riboldi (cappellano del carcere di Busto Arsizio) di aumentare il numero delle telefonate dei detenuti ai loro familiari, possono essere prese immediatamente e sarebbero un significativo segnale di attenzione.

La manifestazione è di sollecitazione per la stampa e le istituzioni al dialogo e alla responsabilità per il ruolo svolto e il giuramento fatto sulla Costituzione italiana.

Altri obiettivi più a lungo termine sono rivolti a tutte le forze politiche impegnate nella campagna elettorale affinché l’esecuzione penale e la riforma della giustizia siano nel concreto aderente ai principi della Costituzione italiana e della Convenzione europea.

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