Il contenzioso ex area Montedison tra la società Moncada e il Comune di Porto Empedocle. Altro intervento del gruppo imprenditoriale dell’energia dopo il primo botta e risposta con il sindaco, Calogero Martello, nel merito del pagamento dei canoni di locazione, la restituzione degli immobili locati e della presentazione di un piano di sviluppo industriale:
Non vogliamo esasperare la vicenda, ma le gravi affermazioni che il Sindaco ha fatto nel corso della sua conferenza stampa, a più riprese, potrebbero lasciare adito a interpretazioni o deduzioni assolutamente lontane dalla realtà. Infatti, lo stesso asserisce che: “L’11 settembre 2007 il comune di Porto Empedocle e la Moncada Costruzioni sono chiamati a stipulare il contratto di locazione dei manufatti e di concessione del diritto di superficie per la cifra di 247.500 euro. Immediatamente, sempre nello stesso contratto, la Moncada Costruzioni chiede ed ottiene di trasformare il versamento di 495 mila euro, corrispondente a due annualità di canone versati come cauzione, in anticipazione di 2 annualità di affitto. Sempre nello stesso contratto la Moncada Costruzioni chiede e ottiene (atto deliberativo n.179 del 11.07.2007) di decurtare il canone annuo di 70.714,28 euro a partire dal secondo anno di contratto e per i successivi 7 anni (dato che ormai i primi due erano stati pagati convertendo la cauzione in canone). E qui volevo soffermarmi un attimo. Il bando di gara stabiliva un punteggio in percentuale per ogni elemento da valutare, il rilancio sul prezzo stabilito inizialmente attribuiva il 30% (percentuale più alta) su un totale del 100%. La Moncada Costruzioni, come riportato a pag. 4 del contratto di locazione, offre un aumento del 65% sul prezzo a base d’asta, che era di 150 mila euro, ed esattamente 97.500 euro.”.
Tutto quello che il Sindaco ha affermato nella citata conferenza stampa risulta distante dalla realtà e lontano da quanto effettivamente accaduto. Sul punto, è necessaria la lettura di alcune righe del contratto per comprendere la erroneità delle affermazioni del Sindaco ed invero: “Che con deliberazione 01 G.M. n. 179 dell’11/09/2007 avente ad oggetto: “Atto di indirizzo per la modifica della natura del versamento del R.T.I. Moncada Costruzioni S.r.l. e Sistemi Elettronici S.r.l. da deposito cauzionale in canone”, sono state accolte le istanze avanzate dal R.T.I. e precisamente di modificare la natura del versamento di Euro 495.000,00 da deposito cauzionale in anticipazione di n. 2 annualità di canone, dando atto che il canone annuale di locazione dei manufatti e di concessione del diritto di superficie sarà decurtato di Euro 70.714,28 a partire dal secondo anno di contratto e per 7 anni consecutivi.”.
Sulla base di quanto scritto è evidente che la Moncada non ha ottenuto alcuna riduzione del canone di locazione. Infatti, nel periodo intercorrente tra l’aggiudicazione del bando e la sottoscrizione del contratto, la Moncada propone di modificare il titolo del deposito cauzionale di 495.000,00 Euro, da cauzione ad anticipazione di due annualità di canone. Inoltre, per garantire il Comune sul futuro adempimento del contratto, propone il rilascio di una polizza fidejussoria. Contestualmente, come ovvio, propone che il versamento di 495.000,00 Euro, il quale per via della fidejussione non avrebbe più avuto la funzione di deposito cauzionale, venga recuperato in 7 rate dal canone di locazione. Tale proposta è stata accolta dal Comune con Delibera di Giunta Municipale n. 179 dell’11.09.2007.
Quindi, se non fosse chiaro, la Moncada ottiene un recupero di 70.714,28 Euro all’anno, solamente per 7 anni e solamente perché, avendo pagato anticipatamente due annualità di canone ed avendo fornito una fidejussione al Comune di una primaria compagnia come l’allora Carige, chiede ed ottiene il diritto ad aver restituito la somma anticipata precedentemente, e chiede addirittura che invece di recuperare le somme in un’unica soluzione, queste vengano restituite in 7 anni.
Vogliamo sperare che la ricostruzione fatta dal Sindaco sia frutto di una cattiva interpretazione degli atti e del contratto. Infatti, era sufficiente accertare che l’importo complessivamente pagato dalla Moncada fosse corrispondente (come lo è) alla somma dell’importo di Euro 247.500,00 moltiplicato per le annualità nelle quali effettivamente gli immobili sono stati condotti in locazione. Ribadiamo, per estrema chiarezza, che quanto pagato dalla Moncada è esattamente quanto previsto dal contratto, che analogamente corrisponde a quanto previsto nel bando di gara e nell’aggiudicazione della stessa in favore della Moncada.
Ora, la Moncada intesa come famiglia prima e come società dopo, è forte della propria storia e della propria correttezza quindi, sino a quando qualcuno decide di vociferare su argomenti banali, questi si preferisce sempre lasciarli – senza timore – al vaglio dell’opinione pubblica, ma quando qualcuno rilascia affermazioni distanti dalla realtà e che, peraltro, sono agevolmente confutabili attraverso atti pubblici, è doveroso che essi vengano chiariti pubblicamente.
Sulla base di tutto quanto detto ed attestato, risulta smentita altresì la ricostruzione storica fatta dal Sindaco in relazione al fatto che le opere gratuite, che hanno indubbiamente arricchito il territorio ed il Comune di Porto Empedocle, non sarebbero state donate dalla Moncada, bensì le avrebbero pagate gli empedoclini con la riduzione del canone. Si ribadisce, quindi, al solo fine di rendere giustizia alla storia di chi ha investito tanto nel territorio di Porto Empedocle, che l’avvio di una campagna di adozione nazionale ed la realizzazione di un canile con i quali sono stati sottratti all’abbandono oltre 380 animali presenti sull’area in gravi condizioni igienico-sanitarie, gli interventi di radicale pulizia eseguiti intorno alla Torre di Carlo V, la realizzazione della rotatoria all’uscita del porto al km 0 della SS. 115, il livellamento dell’area di piazzale e la realizzazione della recinzione dell’area in prossimità dello snodo tra Piazza Donegani, la rotatoria ed il tratto stradale di accesso al porto, il tutto con successiva pavimentazione in conglomerato bituminoso e piantumazione di essenze arboree, sono il frutto di opere di liberalità donate dalla Moncada Energy Group alla collettività di Porto Empedocle, così come la ristrutturazione e tutti i successivi interventi di manutenzione ordinaria eseguiti sull’immobile di proprietà del Comune Porto Empedocle e concesso da questo in uso all’Arma dei Carabinieri.
Da ultimo, rispetto alle richieste di riduzione del canone, queste sono state formulate per la prima volta sotto la sindacatura del Sindaco Carmina e tutte legate a questioni tecnico/giuridiche, tant’è vero che allorquando la stessa non ha ritenuto opportuno eseguire la riduzione del canone, la Moncada Energy Group ha avviato il contenzioso, oggi pendente in Corte d’Appello a Palermo. Dunque, del tutto inconsistenti sono le pretestuose illazioni del Sindaco in merito alle asserite e ripetute richieste di riduzione del canone poi ottenute dalla Moncada.
Quanto invece alle addizioni apportate agli immobili, che per la prima volta il Sindaco nel corso della conferenza qualifica inspiegabilmente come migliorie e non addizioni (porte, finestre, impianti ecc.), deve precisarsi che non si comprende il motivo per cui in ben 3 occasioni formali (verbale di riconsegna e due successive note inviate tramite PEC) lo stesso, non solo le definisce addizioni e mai migliorie, ma né chiede altresì la valutazione in termini economici alla società e verbalizza, in ultimo, che il Comune vuole riconsegnati gli immobili “nello stesso stato di fatto in cui illo tempore sono stati consegnati”. Ma sul punto vi è altro, il Sindaco nella sua ricostruzione sulle addizioni omette di dire alla collettività che la Moncada ha anche proposto di concedere gratuitamente tutte le citate addizioni, purché il Comune avesse concesso alla Moncada di mantenere il capannone realizzato sull’area in locazione in seguito al crollo di un immobile locato nel corso della ristrutturazione.
Prima di concludere, quando il Sindaco sostiene che la Città di Porto Empedocle è ostaggio della Moncada perché non può avere – a causa di questa – nessuno sviluppo industriale, dovrebbe chiarire (se lo sa) che le paventate manifestazioni di interesse da parte di imprese internazionali (probabilmente) giungono al Comune perché quell’area è un’area ZES (Zona economica speciale) dove si hanno vantaggi fiscali ed autorizzativi sulle iniziative imprenditoriali che si avviano. Quell’area è diventata zona ZES esclusivamente per merito della Moncada che ha dato incarico ad uno studio legale per impugnare la delibera regionale che proponeva la perimetrazione delle ZES dalla quale la zona ex Montedison era esclusa. Solamente grazie al ricorso amministrativo avanzato dalla Moncada, quell’area è stata inserita tra le ZES e, chiaramente, tutte le spese legali sono state sostenute dalla Moncada malgrado l’area sia oggi e rimarrà di proprietà del Comune.
In ultimo, si vuole precisare che non ha alcun senso invitare la stampa a presenziare alla riconsegna dei locali per far vedere alla collettività che nulla è stato fatto sugli immobili quando, nel giorno della riconsegna degli stessi, effettivamente non si vedrà nulla in termini di addizioni perché è stato il Comune stesso a chiedere la rimozione delle addizioni prima della riconsegna.

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