Di Pietro Attinasi.


10 superiori motivi per non andare a votare

1. Giù le maschere. Non crediamo ai giornali alle radio e alle Tv. Gli elettori non contano nulla. Qualunque sia l’esito, la musica è sempre la stessa, a dirigerla non sono gli eletti;
2. Gli eletti non contano nulla. Saliti a Palazzo, fanno tutti la stessa medesima cosa: eseguire le decisioni della finanza speculativa globale, nel più rigoroso rispetto del motto: “Ce lo chiede l’Europa”;
3. L’Europa è lontana. La Commissione Europea nessuno la elegge, ma detta legge;
4. Gli artefici della dittatura sanitaria pensano di farla franca. Ma nessuno a Washington più li protegge;
5. Per sottometterci con il terrore, finita o fallita una emergenza, i governanti (o quelli che gli stanno dietro) ne hanno pronta già un’altra: quella “climatica”. Non vogliono insomma lasciarci vivere in pace, liberi;
6. La moneta moderna è un click nel computer della Banca centrale. Ma l’esclusiva di creare soldi dal nulla, anziché avercela lo Stato sovrano, ce l’hanno le Banche private che prestano i soldi a interesse allo Stato, costringendo le comunità nazionali a indebitarsi all’infinito con loro. L’ultima delle invenzioni in tal senso è il PNRR: un debito enorme, da estinguere in decine di anni;
8. I giornalisti e i divulgatori sui giornali, sulle radio, sulle televisioni, sui social, di proprietà degli stessi gruppi finanziari che giocano in borsa, filogovernativi e filopartiti, senza mostrare prove dell’isolamento del virus, parlano di numerose varianti. Il governo in carica continua a non cancellare la “vigile attesa” che porta in ospedale. I medici di base non fanno le visite domiciliari.
9. Le sanzioni alla Russia e l’invio di armi all’Ucraina sono stati votati da quasi tutti i parlamentari uscenti;
10. L’élite finanzcapitalistica euro-statunitense, dopo lo scioglimento del Patto di Varsavia e la fine dell’URSS, ha voluto fare della Nato l’unico gendarme di un mondo unipolare, da lei stessa controllato. Questo obiettivo pare sia ormai fallito, avendo trovato la Resistenza di milioni di uomini e donne in tutto il mondo, e in tutte e pieghe della società: civile, scientifica, professionale. Il Nuovo Ordine Mondiale (Great Reset) non potrà più essere quello progettato a Davos. La globalizzazione arretra, gli stati nazionali si muovono verso nuove reti e nuove alleanze nel segno della multipolarità.

POST SCRIPTUM
L’alternativa al non voto è quella di riuscire a individuare una lista di candidati (non uno solo!) che siano stati nel parlamento uscente davvero alternativi.
Quanto ai “nuovi”, bisognerà stare molto attenti e ricordarsi dell’esperienza già vissuta nelle elezioni di 4 anni fa, quando il Movimento 5 Stelle prese i voti anti UE e finì per essere il più ubbidiente alleato della Commissione Europea nonché sostenitore dell’agenda Davos.
E quanti vivono in Sicilia e nel Sud bisognerà che si ricordino del fatto che la QUESTIONE MERIDIONALE è sempre lì, con i treni che da Trapani a Siracusa solo andata impiegano lo stesso tempo che impiegano quelli da Roma a Milano andata e ritorno.

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