“È stato l’unico che ci ha difeso”: la traduzione dal catanese, con la sua inconfondibile intonazione e musicalità, non rende bene l’idea dell’urlo del commerciante del mercato del pesce (“A Piscarìa” di Catania) al passaggio di Cateno De Luca. Evidentemente, l’eco delle peripezie del “sindaco di Sicilia” ai tempi del Covid, con le sue spericolate azioni sullo Stretto, non è ancora dimenticato. “È entrato nel cuore della gente, lo ricordano come qualcuno che le ha fatto da scudo”, spiega Ludovico Balsamo, già assessore alle attività produttive a Catania con Salvo Pogliese, oggi suo fervente sostenitore.

Il “guastafeste” della politica siciliana stamane è giunto in pieno centro storico a Catania per l’avvio dell’ennesima giornata fatta di incontri “on the road” e istituzionali, inframmezzati, come accaduto sotto l’Etna, da una pausa al bar, per incontrare referenti politici, amici e simpatizzanti in un’improvvisata “segreteria politica” sulla strada. De Luca, come al solito in tenuta sportiva, parlantina pronta e foto a go go, è passato così da un banco della frutta ad un colloquio con le proposte per i trasporti e le infrastrutture dell’ingegnere Luigi Bosco, già assessore della giunta Bianco e di Crocetta e anche lui aderente al “progetto De Luca”.

Non solo: De Luca ha aperto alle prossime comunali di Catania, che nel maggio del prossimo anno dovranno dare un sindaco e una amministrazione nuova alla città. De Luca, insomma, quasi certamente presenterà una lista e un candidato. Pronto a fare da guastafeste anche sotto l’Etna.

Intanto, la mattinata catanese è servita anche per ascoltare le parole della “sua gente” e dei suoi sostenitori come Alfio Barbagallo, già con Nello Musumeci all’Ars, tanta passione e lavoro sulla pedemontana etnea, da Zafferana a scendere giù, per “portare Cateno”.

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