Tutto quello che è stato trovato a Selinunte deve tornare a Selinunte. Pare che l’argomento non interessi a nessuno. Non si ha un’idea precisa di quanti reperti manchino all’appello. Un grande museo con tutte le opere recuperate, sarebbe una grande occasione per il rilancio del territorio. La Rai torna sull’argomento e evidenzia il grave danno arrecato al patrimonio culturale italiano . A livello locale, la questione, sembra non interessare nessuno.

Intanto, alcune opere famose ritrovate anche in musei esteri, tornano indietro. Perchè nessuno si interessa a far tornare a Selinunte quello che è stato trovato in Svizzera o in altri luoghi?. Di chiacchere e attacchi tanti. Di soluzioni poche. Sembra come se, questo territorio non meritasse di ospitare le proprie ricchezze. Meglio parlare di Matteo Messina Denaro. Il resto non conta

L’arte perduta e ritrovata, e l’arte nascosta e “misteriosa”: è un doppio appuntamento con la bellezza quello proposto dal weekend di Rai 3. Oggi, 24 settembre alle 9.00 con “Ladri di bellezza”, un’inchiesta realizzata da “Petrolio”, in occasione della restituzione di oltre 140 pezzi archeologici illegalmente scavati in Italia e trafugati negli Stati Uniti, si è tornato a parlare del mercato illegale dei reperti. L’inchiesta ricostruisce come per più di mezzo secolo, tombaroli collegati a trafficanti internazionali abbiano esportato e venduto il nostro patrimonio archeologico a musei statunitensi, tra i quali il Metropolitan di New York, il Getty Museum di Malibu del petroliere JP Getty, e la collezione privata del miliardario e re degli Hedge Fund Michael Steinhardt, nascosta nel suo attico sulla V Strada a New York. Nella trasmissione si parla del ruolo avuto da Gianfranco Becchina nel traffico internazionale di opere d’arte

Petrolio e la bellissima inchiesta che non farà indignare nessuno.

Lo Strano silenzio di alcune testaste antimafia

  • Nell’organigramma trovato nel corso dell’inchiesta Tv, emergono i nomi di Gianfranco Becchina e Giacomo Medici.

  • Becchina dalla Sicilia si trasferisce a Lugano. I suoi proventi, secondo le indagini sarebbero illegittimi. Nel 2017 la magistratura ha posto sotto sequestro tutte le sue attività. Per decenni è un attivo trafficante di arte. Proprietario di una galleria in Basilea, che in realtà è solo una vetrina. Raccoglie i reperti dalla Sicilia, li trasferisce illegalmente in Svizzera e crea una lunghissima rete di clienti. La magistratura gli ha sequestrato 120 libri contabili di cui nessuno parla. Nelle intercettazioni rivelate tra Becchina e un avvocato si parla di statue. Quali sono queste statue? Quante opere d’arte sono andate via da Selinunte?. Tutto quello che appartiene a Selinunte dovrebbe tornare a Selinunte
  • Fonte:RAI

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