L’impianto “risulta in grado di trattare quanto ad oggi recapitato in fognatura”. E’ quanto indicato nella relazione “datata settembre 2022” del consulente Gianni Andreottola inviata all’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente in merito alle condizioni del depuratore Ias, l’impianto di trattamento dei reflui civili dei Comuni della zona industriale del Siracusano e dei fanghi delle imprese del Petrolchimico, sotto sequestro da tre mesi a seguito dell’inchiesta per disastro ambientale della Procura di Siracusa. Per i magistrati aretusei, però, questa conclusione non risponderebbe alla realtà, perché, secondo gli stessi inquirenti, il depuratore continua a non funzionare, come spiega lo stesso gip del Tribunale di Siracusa, Salvatore Palmeri, nel decreto di revoca dell’amministratore giudiziario dell’Ias, Piero Capitini, colui che ha, sostanzialmente, incaricato quel perito di compiere una relazione sullo stato dell’impianto.

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