La Procura di Agrigento ha proposto al Tribunale il rinvio a giudizio di cinque imputati nell’ambito di un’inchiesta su un presunto business legato ai permessi di soggiorno.

Ad Agrigento la Guardia di Finanza, capitanata dal colonnello Rocco Lopane, in collaborazione con l’Ufficio immigrazione della Questura di Agrigento, ha concluso un’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palermo, su presunte false documentazioni contabili e fiscali per consentire alla comunità senegalese di Agrigento di ottenere permessi di soggiorno. In occasione dell’operazione intitolata “Illegal Stay”, ovvero “Soggiorno illegale”, per l’ipotesi di reato di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, lo scorso 17 gennaio sono stati arrestati in carcere tre indagati, e un altro è stato ristretto ai domiciliari. I quattro si sarebbero associati per fornire falsi documenti contabili e fiscali, come bilanci di esercizio, dichiarazioni fiscali, scontrini e fatture per acquisto merce, e poi anche altrettanto falsi contratti di locazione o dichiarazioni di ospitalità, a favore di stranieri richiedenti il permesso di soggiorno. Sono state 36 le istanze esaminate e ritenute sospette. A seguito di perquisizioni in abitazioni e studi di consulenza è stata acquisita parecchia documentazione. Sono stati notificati altri 4 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati a piede libero. Ebbene adesso il pubblico ministero, Elenia Manno, ha proposto al Tribunale il rinvio a giudizio di tre senegalesi e di due marocchini, domiciliati ad Agrigento. Il prossimo 7 febbraio risponderanno all’appello del giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto. Gli altri inquisiti sono sottoposti ad un procedimento giudiziario parallelo

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