Mafia, le pressioni al commerciante, “devi essere riconoscente a Pinnintula”

Le pressioni al commerciante di Avola perché cedesse al tentativo di estorsione sarebbero state enormi. Uno degli indagati gli avrebbe anche detto che il clan di Noto avrebbe evitato un tentativo di rapina ai danni del suo negozio.

E’ quanto emerge nell’inchiesta dei magistrati della Dda di Catania e dei carabinieri di Siracusa che ha portato all’arresto di Paolo Masuzzo, 60 anni, e Antonino Carbé, 47 anni, accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Secondo la tesi degli inquirenti avrebbero speso il nome del clan Trigila di Noto per incassare una cospicua somma in denaro, tra i 25 ed i 30 mila euro. Durante una visita al commerciante, che dopo le minacce ha denunciato tutto ai carabinieri, il 47enne, residente ad Avola, gli avrebbe ricordato come la cosca, in una circostanza, lo avrebbe aiutato.

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