“Messina Denaro”, altre sorprese investigative

Perquisito a Campobello di Mazara il secondo covo, con una camera bunker, di Matteo Messina Denaro. Da oggi le sedute di chemioterapia in carcere. Gli altri sviluppi delle indagini.

Dopo il primo, al civico 4 di vicolo San Vito, patrono di Campobello di Mazara, il Gico della Guardia di Finanza e i Carabinieri del Ros, a seguito di una segnalazione confidenziale, hanno scoperto un secondo covo di Matteo Messina Denaro, a circa 500 metri in linea d’aria dal primo, nella stessa zona, in via Maggiore Toselli, al civico 34, al primo piano di una palazzina, in un’abitazione dove è stato ricavato un bunker, una camera nascosta, a cui si accede dal fondo scorrevole di un armadio. Sono stati trovati e sequestrati gioielli, collane, bracciali e anche pietre preziose, tra smeraldi e diamanti, di dimensioni consistenti. E poi delle scatole, alcune piene di fogli, altre vuote. Forse sono state svuotate da mani ignote subito dopo l’arresto del boss. Il proprietario della casa è Errico Risalvato, 70 anni, inquisito e poi assolto nel 2001 dall’imputazione di associazione mafiosa. Errico è fratello di Giovanni Risalvato, imprenditore nel settore dei calcestruzzi, già condannato a 14 anni di reclusione per mafia e attualmente libero. Nel frattempo oggi giovedì 19 gennaio Matteo Messina Denaro inizia a sottoporsi alle sedute di chemioterapia già prenotate lunedì scorso alla clinica “La Maddalena”. Ad un metro dalla sua cella è stata allestita una stanza clinica appositamente per somministrare il farmaco all’ex superlatitante. Il primario di Oncologia dell’ospedale dell’Aquila, Luciano Mutti, ha affermato: “Tutto procede bene. Abbiamo attrezzato i locali affinchè il paziente possa essere trattato in sicurezza”. L’agenzia LaPresse, citando fonti penitenziarie, scrive: “Messina Denaro è molto preoccupato per la sua salute, nonostante dopo le prime visite si è potuto constatare che abbia un fisico palestrato, asciutto e depilato. Non ha intenzione di parlare e non si pente. Ha fatto la visita psichiatrica e non sono state riscontrate patologie. Al momento dell’arresto non aveva con sé soldi. Gli sono stati forniti dopo il suo arrivo nel carcere di massima sicurezza dell’Aquila, perché possa comprarsi sigarette, acqua e generi alimentari. Il cappellano del carcere gli ha dato invece dei vestiti e della biancheria intima per cambiarsi”. Altre agenzie, usando la formula “secondo indiscrezioni trapelate”, scrivono: “Matteo Messina Denaro ha già fatto le sue prime ore d’aria, si è organizzato la cella ed è molto attivo, mostrandosi sempre sorridente con il personale che incrocia nel carcere. Il suo sarebbe un comportamento anomalo rispetto a come si comportano di solito i detenuti al 41 bis”. Nel frattempo i Carabinieri del comando provinciale di Trapani hanno perquisito il reparto di Oncologia dell’ospedale “Sant’Antonio Abate” a Trapani alla ricerca del primo esame istologico effettuato da Matteo Messina Denaro, malato di tumore al colon. E’ stato iscritto nel registro degli indagati il primario Filippo Zerilli. Sotto attenzione sono anche altri medici. Si intende accertare se fossero a conoscenza della vera identità di Andrea Bonafede.

Andrea Bonafede

Un operatore sanitario amico d’infanzia del boss racconta: “Io e Matteo Messina Denaro siamo praticamente cresciuti insieme, sin da piccoli. Vivevamo nello stesso quartiere, giocavamo a pallone. Poi a vent’anni ci siamo persi di vista finché non è venuto in ospedale, sotto il falso nome di Andrea Bonafede, a fare i vaccini. Sono stato io stesso a somministrargli la dose eppure non l’ho riconosciuto, anche perché probabilmente è venuto con la mascherina e con gli occhiali da sole, e dopo trent’anni sarebbe stato impossibile riconoscerlo. Ora, ripensandoci, è un po’ cambiato ma la fisionomia è sempre quella. Ha fatto la prima dose il 18 marzo del 2021 all’hub vaccinale di Castelvetrano. Si è vaccinato come paziente fragile – attestato da un certificato oncologico – usando il codice fiscale di Bonafede che, quindi, non ha mai potuto fare neanche una dose” – conclude. Il procuratore di Palermo, Maurizio De Lucia: “Ho avuto un breve colloquio con Matteo Messina Denaro, è durato qualche minuto. Gli ho spiegato che è nelle mani dello Stato e gli ho detto che avrà piena assistenza medica. Lui ha ringraziato”.

teleacras angelo ruoppolo

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