Messina Denaro finisce sulla “Treccani”

La più prestigiosa enciclopedia italiana fondata anche da un castelvetranese, il filosofo Giovanni Gentile, ospita tra le sue pagine la vicenda del malefico boss. Utilità storica? Cronaca? I posteri leggeranno anche sulla più conosciuta opera enciclopedica del bel Paese, le note biografiche del boss misterioso e con forti legami dentro i palazzi del potere

Dalle pagine della TRECCANI

Messina Denaro, Matteo. – Mafioso italiano (n. Castelvetrano 1962). Soprannominato U siccu o Diabolik, figlio del capomandamento di Castelvetrano Francesco Messina Denaro, lo ha affiancato e sostituito dopo la morte (1998) a capo del ramo trapanese di Cosa nostra, alleato dei corleonesi di T. Riina, guidandone una capillare infiltrazione nell’economia e nella finanza locali. Avviato adolescente alla microcriminalità, negli anni Novanta ha partecipato agli attentati progettati da Riina contro M. Costanzo e C. Martelli; figura cardinale nel 1992-93 dell’offensiva stragista di Cosa nostra, mandante degli attentati contro i giudici G. Falcone e P. Borsellino, per i quali nel 2020 è stato condannato all’ergastolo, ha iniziato la sua latitanza nel 1993, anno dell’arresto di Riina, affiancando il suo braccio destro e successore B. Provenzano nel traffico internazionale di droga e organizzando efferati crimini quali il sequestro e l’assassinio del quindicenne G. Di Matteo, figlio di un collaboratore di giustizia, per il quale nel 2012 gli è stata comminata la pena dell’ergastolo.Rappresentante di una nuova generazione di uomini di mafia, che oppone al modello familista tradizionale un’attitudine al consumo vistoso, è stato arrestato nel gennaio 2023, dopo trent’anni di latitanza, all’interno della clinica privata La Maddalena di Palermo, dove era in cura sotto falso nome.

La Treccani , purtroppo per loro, non cita i tanti autori di libri che , in questi anni hanno guadagnato scrivendo e infangando  sulle cause relative alla sua latitanza e che hanno più volte toppato sui misteri legati al boss.  Il suo arresto dice molto. La sua vita da latitante era eno stressante di quanto si potesse immaginare. Girava serenemente tra poliziotti e microspieI tempi cambiano e anche la cultura si adegua