Alle celebrazione del 26° anniversario della strage di Capaci era presente nell’aula bunker anche il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci che ha messo in atto l’impegno di  tutti e il ricordo di un fatto che non deve essere una passarella annuale per gente comune o meno, ma in un valore supremo degno di essere ricordato perciò che tutti sanno e che quotidianamente vivono in una società.

«Io spero che sia ogni giorno il 23 maggio con lo stesso sentimento e con la stessa tensione morale altrimenti si rischia di diventare un rito sterile vuoto e persino ipocrita.  Per questo abbiamo il dovere noi politici Innanzitutto e tutti gli altri soggetti attivi della società di essere consapevole del ruolo che ognuno deve svolgere nella lotta alla mafia e non è più solo un problema di forze dell’ordine della magistratura. Abbiamo deciso di inserire di proporre l’inserimento nei programmi didattici almeno un’ora la settimana di educazione civica e di insegnamento dei valori della legalità. Questo ci sembra importante a cominciare dalle scuole elementari e poi la capacità della politica di arrivare prima della Procura della Repubblica. Lo dico sempre io, la politica deve arrivare in sede preventiva, quando arriva la magistratura vuol dire che il misfatto è stato già compiuto. Ieri in aula nell’ esprimere compiacimento per la elezione del presidente Fava alla guida della Commissione Regionale Antimafia ho ribadito come spero che, la nuova commissione possa portare in porto almeno due obiettivi: il primo e finalmente il varo del codice etico, il secondo e l’abrogazione del voto segreto, ognuno se non ha niente da nascondere deve essere libero di poter votare sì o no ma ,il voto segreto corre il rischio di coprire atteggiamenti ambigui e ipocriti e questo non è consentito non è possibile. Dobbiamo capire che l’antimafia va vissuta a volte dico nel dovere del silenzio con grande sobrietà e con grande con grande umiltà».

Antonio David  –  ForestaliNews

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