Dalla relazione della Squadra Mobile, e dal provvedimento di carcerazione del Gip, emerge il giallo delle pen drive e dell’iPad di Montante. I dettagli

Ancora la notte verso l’alba di lunedì 14 maggio scorso, Antonello Montante avrebbe distrutto 24 pen drive. E la segretaria, insieme a Montante nell’appartamento a Milano, avrebbe cancellato i dati del suo iPhone. E nel frattempo la Polizia, con l’ordine di arresto tra le mani, ha bussato alla porta, e ciò quasi un’ora. Ecco perché poi, nella relazione di servizio, gli investigatori della Squadra Mobile hanno scritto: “L’atteggiamento delle due collaboratrici che erano con Montante, Carmela Giardina e Rosetta Cangialosi, non è stato per nulla collaborativo. Addirittura, la Cangelosi ha consegnato il proprio iPhone re-inizializzato, ovvero ha proceduto, furtivamente e comunque nell’immediatezza dell’ingresso degli operatori all’interno dell’appartamento, a ripristinare l’apparecchio cancellandone pertanto il contenuto”. E non solo: durante la detenzione domiciliare nella sua villa a Serradifalco, Antonello Montante avrebbe ricevuto un iPad. I poliziotti si sono insospettiti perché si sono accorti di due persone non autorizzate che sono entrate nella villa. E si tratta di un giardiniere e di un metronotte. Tale ingresso abusivo è stato la prima causa scatenante il provvedimento di reclusione dai domiciliari in carcere a carico di Montante. Il 18 maggio, quattro giorni dopo l’arresto, i poliziotti hanno bloccato il Fiat Ducato del giardiniere. A bordo hanno scoperto un sacco di spazzatura, e da dentro il sacco è saltata fuori la scatola bianca di un iPad nuovo. Dove è l’iPad? Al momento non si trova. E la dottoressa Giannazzo, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta che ha trasferito d’urgenza in carcere Montante, nell’ordinanza d’arresto scrive: “Si può ritenere che l’iPad sia stato introdotto all’interno dell’abitazione in data successiva al 14 maggio e quindi mentre era in corso l’esecuzione della misura degli arresti domiciliari. L’indagato ha ancora la disponibilità di un apparecchio iPad che può impiegare per comunicare con l’esterno con il sistema Whatsapp o altri sistemi di messaggistica non intercettabili”. Poi, ovviamente, è stato interrogato il giardiniere, che ha risposto: “Nessuno mi ha dato disposizioni particolari, il sacco dell’immondizia l’ho trovato al solito posto, fuori, vicino al gruppo elettrogeno”.

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