A Salvini non và giù il rebus sulla formazione del nuovo governo, in primis il nodo del ministro dell’Economia ancora da sciogliere. Saputo e risaputo che Paolo Savona è il candidato ideale per Salvini e Di Maio, si attende la decisione del presidente Mattarella che a quanto pare rimarca una decisione più difficile del previsto, visto l’importanza del ruolo e vista anche l’immagine di facciata che l’Italia deve ddare in ottica europea e mondiale, aspetto a cui il presidente dello Stato tiene molto e su questo l’ha fatto capire in tutte le salse.
Salvini è stato chiaro: Savona è “il meglio”. E Di Maio si è allineato con il leader del Carroccio. Ma dal Quirinale è trapelata una forte preoccupazione per i diktat imposti dalle due forze politiche sui ministri. Se il prof non dovesse spuntarla, al suo posto sarebbe pronta una figura politica. Nei giorni scorsi sono salite le quote del vicesegretario leghista Giancarlo Giorgetti, ma il suo ruolo resta da definire, attualmente resta designato sottosegretario unico alla presidenza del Consiglio. Perciò, al di là delle intese tra i partiti, è comunque il presidente del Consiglio che dirige e coordina l’attività del governo e ne è il responsabile. Ed è il presidente della Repubblica, che su proposta del premier, nomina i ministri. E, più che mettere veti, non tollera che vengano avanzati diktat nei suoi confronti. E Movimento 5 stelle e Lega non possono dimenticarlo……

Antonio David – ForestaliNws

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