Non si  placa l’assedio attorno al presidente Mattarella e al Quirinale sul nome di Paolo Savona a cui il Capo dello Stato oppone ancora oculatezza e perdita di tempo su  una decisione che inizia a stancare un po’ tutti per questo tempo che  passa inesorabilmente e ove la pazienza anche dei bambini inizia a vacillare. Sembrava che, dopo la decisione del nuovo premier le “problematiche” fossero in discesa e, la decisione sul nome del Ministro dell’Economia non dovesse portare a tempi lunghi e diatribe a distanza. La Lega e il M5S non intendono mollare sul nome di Savona e, intendono far saltare il banco se se non dovesse cadere il veto del Colle. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella non sembra però disposto ad accettare diktat, né intende svolgere una semplice funzione ‘notarile’. La definizione del puzzle di governo, non sembra di facile soluzione anche per il premier Conte e di conseguenza si alzano le barricate e gli stessi toni.

Sul nome dell’economista euroscettico si espone l’ex deputato M5S Alessandro Di Battista. “Il presidente della Repubblica – sottolinea – ha tutto il diritto costituzionale di voler concordare alcuni ministri con il presidente del Consiglio incaricato”, ma è “assolutamente inaccettabile” che ponga veti sul ministro dell’Economia, malgrado “il curriculum eccellente che vanta il dott. Savona”. “Ricordo – aggiunge Di Battista – che Mattarella ha accettato Alfano – ripeto Alfano – ministro degli Esteri senza batter ciglio ma si oppone a un uomo di grande valore come Savona“.

Il fatto che Savona non sia “ben visto” in ambito europeo e della stessa Germania che a livello di economia vanta o si vanta di essere al top europeo, porta il Capo dello Stato ad essere tra l’incudine e il martello nel prendere tale decisione ma, così facendo si rischia di metter a soqquadro il buono che si sta (almeno) costruendo, con l’aggravante (se così può essere) di ritornare di nuovo alle urne , ultimo atto baluardo di tempo che passa e soluzioni che vacillano. Da questa “beffa” ride Silvio Berlusconi che potrebbe rientrare nei ranghi e spera di mescolare di nuovo le carte.

L’Assist di Salvini viene preso al volo anche da Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, che, pur premettendo di “non aver cambiato idea sul governo giallo-verde”, offre il suo “convinto aiuto per rivendicare il diritto di un governo a scegliere un ministro dell’Economia non indicato da Bruxelles”. “Su Paolo Savona – dichiara Meloni -, una nuova inaccettabile ingerenza di Mattarella”.

Strada in salita dunque e, se si pensava che tutto fosse risolto con la nomina di conte, deve ancora attendere e capire se la scelta possa essere giusta o sbagliata e cioè andare dietro l’Europa con tutti i pregi e difetti o, prendere una strada da iniziare a camminare e/o pensare da soli…

Antonio David  –  ForestaliNews

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