La Procura di Palermo ha avviato un’inchiesta per offese e vilipendio ai danni del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a seguito della pubblicazione su alcuni social network di offese con giudizi pesanti e riferimenti alla morte del fratello di Sergio Mattarella, Piersanti, l’ex presidente della Regione ucciso da Cosa nostra il 6 gennaio del 1980. Il fascicolo d’indagine è al momento “contro ignoti” in attesa della compiuta identificazione dei profili da cui sono stati scritti i post offensivi contro il Capo dello Stato. L’ufficio diretto dal procuratore capo, Francesco Lo Voi, si occupa dei casi accaduti a Palermo. Le critiche a Mattarella sono state rivolte anche da un agente in servizio al commissariato centrale di Catania, Giovanni Circonciso, che ha pubblicato un video sui social nel quale ha precisato: “Mando un messaggio che vorrei arrivasse alle istituzioni. Noi siamo in giro ogni giorno per la gente, ci occupiamo del controllo del territorio, io vesto questa divisa perché mi pagano gli italiani, per difendere i diritti degli italiani. Porto il Tricolore con orgoglio, ma chi dovrebbe dare l’esempio di sovranità italiana non lo sta dando: sta decadendo la sovranità del popolo italiano e io non ci sto. Sono una piccola fetta di una istituzione dello Stato, ma protesto perché mi sento di rappresentare gli italiani”.

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