Sembra che sia diventata una routine o una normalità quella di aggredire il personale medio e sanitario negli ospedali di Palermo. A meno di 10 giorni un’altro caso si registra a Villa Sofia dove un medico, S.F . di 40 anni mentre era di turno all’ospedale viene aggredito attorno alla mezzanotte. L’aggressore sarebbe uno dei due figli di un uomo giunto in ospedale dopo essere stato investito da un’auto, come hanno raccontato i familiari. I sanitari hanno effettuato il triage stabilendo il codice giallo. Mentre il paziente, accompagnato da un figlio, veniva chiamato in shock room per fare accertamenti e tac, l’altro figlio in Sala 1 avrebbe minacciato e aggredito il medico, afferrandolo per il collo e colpendolo con pugni alla testa. La sala è rimasta poi bloccata per oltre un’ora per l’intervento delle forze dell’ordine.
Denuncia per interruzione di pubblico servizio e aggressione dunque, e nonostante, ultimamente le lunghe attese nei corridoi per le visite si sono ridotte, i pazienti e gli stessi familiari non hanno intenzione di attendere il loro turno. Problema rivendicato dagli stessi sindacati che a tutela degli operatori hanno fatto presente alle istituzioni il relativo problema di sicurezza, così come sono state date delle dritte da seguire per evitare tutto ciò, e cioè videosorveglianze per se stessi e più presenza di vigilantes all’interno elle strutture. Oltre il lavoro dunque il personale medico deve mettere in conto anche l’eventualità di incorrere a tali soprusi e giustamente, tutto ciò non può dare quella serenità medica che si chiede, anche perchè la tranquillità del personale può incorrere contro gli stessi pazienti, che non possono avere le adeguate cure…

Antonio David – ForestaliNews

Rispondi