L’ex presidente di Confindustria Sicilia, Antonello Montante, è stato interrogato dal Tribunale del Riesame di Caltanisetta, a seguito della presentazione dell’istanza di scarcerazione presentata dai suoi difensori, gli avvocati Nino Caleca e Giuseppe Panepinto. Montante, inquisito nell’ambito dell’inchiesta cosiddetto “Double Face”, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e allo spionaggio, ha ribadito la sua estraneità alle ipotesi di reato che gli sono contestate. Ha aggiunto di essere molto provato dal regime carcerario al quale attualmente è sottoposto e di non aver tentato di inquinare le prove. Ha precisato che le pen drive trovate dalla squadra mobile la notte del blitz le aveva pochi giorni prima dell’arresto. Il Riesame deciderà domani, giovedì, sull’istanza di scarcerazione. L’imprenditore, inizialmente sottoposto agli arresti domiciliari, successivamente è stato ristretto in carcere perchè avrebbe tentato di inquinare le prove e consentito l’accesso di persone non autorizzate nella sua villa a Serradifalco.

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