Cadaveri eccellenti è un film di Franco Rosi, del 1976, girato in parte ad Agrigento e Siculiana, ed è tratto dal romanzo di Leonardo Sciascia Il contesto.

Ciò che sta contribuendo a svelare l’inchiesta condotta dalla Procura e dal Tribunale di Caltanissetta, denominata Double face, ma anche altri procedimenti giudiziari incardinati presso i tribunali di Agrigento e Palermo, ci ricorda tanto i contenuti e le inquietanti atmosfere di una delle più classiche imposture, immortalate dal mio più illustre concittadino.

Al di là della finzione letteraria e cinematografica, si sta finalmente iniziando a capire cosa significa avere a che fare, non con una, ma bensì con due, tre, quattro o un‘infinità di associazioni a delinquere che, comunque, fondamentalmente sono di due tipi.

Ci sono quelle per spiare e calunniare, una sorta di ‘cabina delle tragedie’, da consumarsi, preferibilmente, in sede giudiziaria, oltre che attraverso gli organi di informazione, comprati un tot a chilo!

Il secondo tipo di associazione a delinquere è quella più conosciuta , la classica diremmo! Essa serve solo per rubare.

A tutti quanti può capitare di essere sotto tiro, di essere spiati, infangati, denunciati, querelati, calunniati, di essere, comunque, uccisi.

Si tratta di una morte morale e civile, riservata ed inflitta a chi contro un determinato tipo di sistema si è sempre battuto.

Chiamatelo pure ‘Sistema-Montante’ o Double face, ma sempre del solito Contesto di Sciascia parliamo.

Non so se devo provare meraviglia o sconcerto, nell’avere scoperto, dopo avere spulciato una quantità industriale di carte processuali, presso tre uffici giudiziari, quelli di Agrigento, Palermo e Caltanissetta, che sono uno dei pochi sindaci in Sicilia, nonché giornalista, (seppure attualmente sospeso dal proprio ordine professionale per morosità), a non essere mai stato in vendita!

E per queste ragioni sono stato sempre emarginato, isolato, deriso, denigrato, delegittimato, diffamato, calunniato; per poi alla fine essere ingiustamente colpito e affondato.

Tutto ciò capita quando si è fuori dal sistema, nel nostro caso fuori dal ‘Sistema Montante’, o se preferite, sciascianamente parlando, fuori del Contesto.

L’amarezza resta sempre ed è quella di constatare che a ruota, di volta in volta, come in una giostra, sono parecchie centinaia i componenti delle associazioni a delinquere che si vendono o si fanno comprare; senza pudore e senza dignità; e che spiano, (e come se spiano!), per ricattare ed estorcere persino la dignità delle persone.

Lo shopping si fa ovunque, persino dentro le Procure ed i Tribunali della nostra Repubblica !

Ed a supportarli, a coadiuvarli, in queste loro malavitose ed inquietanti attività di spionaggio e compravendita di politici, giornalisti, burocrati e di una serie infinita di infedeli servitori dello Stato ci sono, nel nostro caso, proprio tutti, compresi i servizi segreti, quelli deviati, ovviamente che, quando si lavora, per così dire, in ‘grande stile’, non possono mai mancare!

Si tratta di centinaia di soggetti, chiaramente venduti, mani e piedi, i cui nomi e cognomi, con relativo ‘prezziario regionale delle tangenti’, sono contenuti, ad esempio, negli archivi segreti, in quelle numerose Pen Drive, dischetti e file di cui Antonello Montante ha tentato di disfarsi, in maniera rocambolesca, quando l’ hanno arrestato.

Ma ci sono anche altri elenchi e pizzini, in cui si fa riferimento ad ulteriori tangenti elargite a soggetti più o meno eccellenti, alcuni dei quali sono gli stessi soggetti foraggiati da Montante.

Ci riferiamo in questo caso alle rivelazioni di Massimo Campione, l’imprenditore agrigentino che, qualche anno fa, ha già sciorinato una lunga serie di nomi e cognomi, in sede di patteggiamento, allorquando è stato pizzicato in possesso di un’altra, per così dire, ‘lista della spesa tangentizia’.

Anche l’elenco dei destinatari delle tangenti di Campione Massimo, per aggiudicarsi appalti truccati o, più semplicemente, per avere garantiti dei diritti, non è da meno. In primo luogo riguarda l’ex responsabile regionale delle Ferrovie Siciliane, Dario Lo Bosco il quale, a sua volta, quando lo hanno arrestato, sembra che ha espresso la volontà di vuotare il sacco pure lui.

E vai !

Ricordiamo inoltre che, Massimo Campione è fratello di Marco, il dominus di Girgenti Acque, la società di gestione dei servizi idrici agrigentini, al centro di un’altra corposa inchiesta, a carico di un’altra associazione a delinquere. Anche quest’altro procedimento giudiziario è ancora in corso, presso la Procura della Città dei Templi e coinvolge 74 persone. Tra queste l’ex prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, prontamente rimosso dal suo incarico dal Ministero dell’Interno. Ad essere coinvolto nell’affaire Girgenti Acque c’è anche il papà dell’ex ministro Angelino Alfano, nonché parlamentari, sindaci, funzionari pubblici e professionisti. Anche in questo caso il cliché è sempre lo stesso: tanti favori illeciti garantiti in cambio di posti di lavoro, incarichi e tangenti.

Salvatore   Petrotto

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