All’ex procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, dopo 27 anni è adesso senza scorta. Ingroia ha scritto all’ex ministro degli Interni, Minniti, all’attuale, Salvini, e poi si è rivolto al capo della Polizia, Franco Gabrielli. Ingroia afferma: “Per me si prospetta una condizione di pericolo grave e attuale. “Ne ho parlato anche con il capo della polizia Franco Gabrielli. La scorta mi è stata revocata due settimane dopo la sentenza al processo ‘Trattativa’, con cui stati condannati mafiosi e uomini delle istituzioni. Ricordo le intercettazioni in carcere di Totò Riina e le dichiarazioni del collaboratore messinese Carmelo D’Amico secondo il quale ci sarebbe stato un progetto della mafia e della ‘ndrangheta per eliminare prima Ingroia e poi Di Matteo con il coinvolgimento dei servizi segreti. vorrei anche ricordare che come avvocato mi sono costituito parte civile in processi contro la mafia e contro la ‘ndrangheta”. Attualmente ad Antonio Ingroia è assegnata una “vigilanza dinamica” in orario convenuto. E lui stesso spiega: “In sostanza devo comunicare con sufficiente anticipo i miei movimenti con una mail. E nel luogo dove mi trovo vengo raggiunto da una volante per un’attività di controllo. Lascio che siano gli altri a valutare almeno l’opportunità di una tale misura. Che Stato è uno Stato che si rifiuta di proteggere e garantire la sicurezza di chi lo ha servito a lungo e fedelmente, mettendo a rischio la propria vita?”.

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