Per il 28 giugno prossimo l’associazione agrigentina ‘Adesso basta’  sta organizzando una manifestazione davanti al municipio di Agrigento per protestare, tanto per cambiare, contro  l’emergenza rifiuti che attanaglia la Città dei Templi.

Disservizi di ogni genere, sporcizia, cumuli di immondizia ovunque e tasse alle stelle è ciò che le varie amministrazioni comunali continuano a riservare ai cittadini agrigentini.

Il monopolio di questo sfascio, da oltre un ventennio,  ce l’ha Giancarlo Alongi,  cugino del sindaco Calogero Firetto e titolare dell’ISEDA, l’azienda capofila che si occupa dello smaltimento dei rifiuti,  per il modico costo medio annuo che si aggira attorno ai 12 milioni di euro.

Legambiente ha fatto sapere che non condivide i motivi della protesta organizzata da ‘Adesso basta’  e che non parteciperà. Preferisce organizzare gli ‘Ecoforum’,  come quello di Palermo del dicembre 2017 o quello  di Agrigento del maggio scorso, finanziati da Giuseppe Catanzaro, ex presidente di Confindustria Sicilia e titolare, assieme ai fratelli, della mega discarica di Siculiana-Montallegro, su cui pende da anni un procedimento giudiziario presso il Tribunale di Agrigento.

Legambiente, per la precisione, si fa finanziare dall’ex presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro,  oggi  pesantemente sotto inchiesta, presso la Procura della Repubblica di Caltanissetta, per corruzione, associazione a delinquere e tanto altro ancora.

Legambiente prende soldi  cioè da chi, stando all’accusa mossagli dai magistrati nisseni, ha pagato  una tangente di un milione di euro all’ex presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta. Tangente che sarebbe stata assicurata all’ex governatore siciliano, unitamente all’amico ed anch’egli ex presidente di Confindustria Sicilia,  Antonello Montante, attualmente detenuto presso il carcere di Caltanissetta.

Gli ambientalisti siciliani del Cigno si fanno sponsorizzare, in altri termini, da chi è riuscito  a guadagnare alcune  centinaia di milioni di euro, sotterrando qualsiasi tipo di rifiuti  in maniera indifferenziata in una mega discarica, attualmente chiusa dal Ministero dell’Ambiente, perché  priva, da sempre, dell’impiantistica prevista dalle norme ambientali vigenti dal 1995 ad oggi.

A questo punto vi sfidiamo!

Sta a voi dimostrare che la discarica dei vostri sponsor economici è il fiore all’occhiello del sistema di smaltimento dei rifiuti in Sicilia. In tal caso vi chiediamo di visitarla, possibilmente portandoci dentro anche le scolaresche, come facevate, ad esempio, con la riserva delle Maccalube di Aragona, da voi gestita, senza offese e lesa maestà, in maniera illegale e dove sono morti due bambini,  in un terribile incidente causato da delle vostre precise negligenze e responsabilità penali abbondantemente acclarate.

Responsabilità  già peraltro sanzionate dalle Autorità Giudiziarie, con la condanna a 6 anni di reclusione inflitta dal Tribunale di Agrigento al vostro ex presidente regionale di Legambiente, nonché ex assessore, con delega ai rifiuti,  al comune di Agrigento, Domenico Fontana.

Aspettiamo una vostra risposta ed in attesa, ci accontentiamo di cercare su Google  dove è la discarica dei vostri sponsor, visto che essa sembra, attualmente inaccessibile. Hanno provato a varcare i suoi cancelli le troupe di Mediaset e della RAI, ma  non ci sono riuscite. I Carabinieri del NOE, nel 2007 e nel 2013 hanno messo nero su bianco che lì dentro più di qualcosa non andava. Ma la Procura della Repubblica agrigentina, quando era  retta da Renato Di Natale, magistrato amico di Antonello Montante e Giuseppe Catanzaro, non ha trovato il modo ed il tempo, in 7 anni, di avviare alcuna indagine.  Anche il magistrato Nicolò Marino, quando era assessore regionale  di Crocetta, prima di essere defenestrato, per essersi interessato  dei Catanzaro, disse e scrisse peste e corna della loro discarica.

Eppure quella mega bomba ecologica è ancora lì, e nessuno se ne può occupare, altrimenti sono guai! E’ ancora off limits; e quando viene sanzionata per le irregolarità commesse al suo interno, come è capitato tra il 2016 ed il 2017, ad opera del Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento,  una commissione tributaria depenna milioni di euro di multe.

Quella discarica è così  inaccessibile che sembra un sito militare!

Eppure in questi giorni la stessa sorte, lo stesso livello di impunità,  non è stato riservato  ad un’altra discarica agrigentina, quella di Camastra.

In questo caso la Procura Distrettuale Antimafia di Palermo c’è andata giù pesante.

A 50 persone, e tra queste i responsabili delle più grandi aziende a partecipazione statale, quali Fincantieri ed RFI, nonché il dominus di Girgenti Acque,  Marco Campione ed il suo ex amministratore delegato, Giuseppe Giuffrida, sono stati notificati gli avvisi di conclusione delle indagini perché, stando alle risultante investigative, hanno sotterrato svariate tonnellate di rifiuti industriali pericolosi che venivano illecitamente declassati, considerati cioè non inquinanti.

Insomma anche se  il TGR Sicilia, ma la qualcosa non ci meraviglia, conoscendo chi dirige le testate giornalistiche regionali della RAI,  ha preferito non dare questa notizia, anche se si tratta pur sempre di un’altra Terra dei fuochi . Dell’utilizzo cioè di discariche con le autorizzazioni formalmente a posto, dove però sono stati sotterrati dei residui industriali terribilmente inquinanti ed in maniera del tutto illecita.

A questo punto ci sorge un dubbio atroce. Non è che in questi anni ci siamo tutti quanti sbagliati sul conto dei Catanzaro e della loro discarica visto che, del resto,  hanno tutto quanto formalmente a posto, al di là delle multe e delle pesanti inchieste a loro carico?

Ci sorge l’amletico dubbio che essi sono o non sono, sono o ci fanno, esistono o non esistono!

Può anche darsi che quel mega immondezzaio non è mai esistito, e che è solo un’invenzione burocratica,  frutto della mente malata di  una serie di funzionari e di assessori regionali, nonché di qualche presidente di Regione più o meno corrotti.

Pensate che la loro miniera d’oro, che ha inghiottito finora milioni di tonnellate di rifiuti di qualsiasi genere,  l’abbiamo cercata, seguendo i rigagnoli del suo inquinante percolato, ma non l’abbiamo trovata. Non ci resta, a questo punto, che affidarci a ‘Santo Google Map’ !

Perché quella misteriosa discarica è come l’Araba Fenice: che vi sia, ciascun lo dice, dove sia, nessun lo sa.

Salvatore   Petrotto

Manifesto riportante il logo dei gestori della discarica di Siculiana-Montallegro, la ‘Catanzaro Costruzioni’, sponsor di Legambiente
Aprile 2018: convegno organizzato da Legambiente ad Agrigento, a cui partecipa il Procuratore della Repubblica, Luigi Patronaggio

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