Ieri, presso il Libero Consorzio dei Comuni di Agrigento (l’ex Provincia)  sono stati sequestrati dalla Digos tutti gli atti relativi alle indennità accessorie, agli incarichi di posizione organizzativa dei funzionari ed alle forniture di beni e servizi dell’ente, il cui commissario è il magistrato in pensione Alberto Di Pisa.

il magistrato in pensione, Alberto Di Pisa, commissario dell’ex Provincia di Agrigento

Di stranezze e sviste amministrative in questi anni ne sono state ravvisate parecchie, non ultima quella relativa al procedimento in corso, da parte della Procura della Corte dei Conti, a carico dell’ex segretario generale, Giuseppe Vella, che l’11 luglio prossimo dovrà rispondere, presso la Procura della Corte dei Conti, di un danno erariale  di 179.600 euro,  assieme agli ex presidenti del polo universitario di Agrigento, il maltese Joseph Mifsud e Maria Immordino, cose  che vi abbiamo raccontato nell’articolo: https://www.italyflash.it/2018/06/27/gli-8-poli-universitari-siciliani-travolto-da-debiti-e-processi-chiude-agrigento-600-studenti-in-mezzo-ad-una-strada/

Ora è la volta di quest’altra corposa indagine, appena iniziata, e che promette degli sviluppi che non faranno dormire quanti, in questi anni, hanno ricoperto una serie di delicati incarichi;  non solo all’interno della macchina amministrativa dell’ex Provincia Regionale, ma anche in aziende pubbliche ad essa collegate, quali l’ex ATO idrico e l’ex ATO rifiuti.

Sono stati infatti i massimi dirigenti del Libero Consorzio agrigentino, alcuni dei quali oggi in pensione, a ricoprire ulteriori incarichi di direttore amministrativo presso gli organi di controllo delle tariffe e degli appalti per la gestione delle risorse idriche, delle reti fognarie, degli impianti di depurazione (14 dei quali sono stati confiscati dalle Autorità Giudiziarie), oltre che del ciclo dei rifiuti.  Per queste loro funzioni svolte, tutte quanto al vaglio della Magistratura,  hanno percepito svariate centinaia di migliaia di euro di ulteriori compensi, la cui legittima corresponsione dovrà essere adesso valutata anche dalla Corte dei Conti, alla stregua di quanto è avvenuto per il su citato caso dell’ex segretario generale, Giuseppe Vella. Probabilmente  tali dirigenti, hanno svolto queste loro attività percependo, alla stessa maniera del Vella, ulteriori indennità e compensi non dovuti. Essi inoltre, avrebbero causato, sempre a parere della Procura agrigentina,  dei rilevanti danni ambientali ed economici, attraverso degli abusi e delle omissioni, riguardanti proprio  la gestione di quei servizi pubblici che avrebbero dovuto controllare.

In un caso, quello relativo al funzionario Gerlando Piparo, la Procura Distrettuale Antimafia di Palermo ha depositato già gli atti di conclusione delle indagini riguardanti dei suoi discutibili controlli ambientali, effettuati presso una discarica di Camastra, al centro di una corposa inchiesta, già conclusa, finalizzata a far luce su un traffico di rifiuti speciali e pericolosi. Si tratta di un procedimento penale che ha contribuito a svelare come, anche grazie anche a degli omessi controlli da parte  di Piparo, venivano sotterrati dei rifiuti pericolosi, declassati in maniera illecita. L’operazione denominata Sepultura, coinvolge 50 soggetti e tra questi i responsabili anche di grosse società, quali Fincantieri, le raffinerie di Gela,  RFI, ed anche Girgenti Acque, la società di gestione dei servizi idrici agrigentini.

Sempre lo stesso Piparo, peraltro senza essere accompagnato dalla Polizia Ambientale Provinciale, ad aprile scorso, ha effettuato ulteriori controlli presso la discarica gestita, in territorio di Siculiana e Montallegro, dalla ‘Catanzaro Costruzioni s.r.l.’.

Due ex presidenti di Confindustria Sicilia:
Antonello Montante, detenuto a Caltanissetta.
Alle sue spalle Giuseppe Catanzaro, sotto inchiesta per corruzione ed associazione a delinquere

Non ci è dato sapere se anche in questo caso non ha ravvisato quanto gli organi inquirenti gli imputano di avere omesso, allorquando ha effettuato le sue verifiche nella discarica di Camastra; e cioè, per essere più chiari, se anche nella discarica dell’ex presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro, attualmente sotto inchiesta per corruzione ed associazione a delinquere, nell’ambito del procedimento a carico del suo predecessore, Antonello Montante, detenuto presso il carcere di Caltanissetta, sono stati sotterrati, attraverso delle false certificazioni, rifiuti industriali altamente inquinanti e pericolosi, magari declassati a semplici rifiuti solidi urbani.

Salvatore   Petrotto

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