A Racalmuto il giornalista Felice Cavallaro, con la sua Strada degli scrittori, in questi giorni sta forse spendendo gli ultimi soldi che ha ricevuto dalla Regione Sicilia. In passato è stato visto infatti mentre si abbeverava alle fonti finanziarie dell’Assessorato Regionale per le Attività Produttive, ai tempi dell’ex sindacalista Mariella Lo Bello, oggi sotto inchiesta per associazione a delinquere, corruzione e tanto altro ancora. Si trattò allora di qualche milione di euro, che servirono anche per assicurare alla Sicilia la sua partecipazione straordinaria all’EXPO 2015. Nel corso di una singolare tre giorni, dall’1 al 3 luglio, dedicata a ‘Migranti e populismi’, il Cavallaro ha chiamato a raccolta una serie di giornalisti, uomini di cultura e personaggi, nell’ennesimo tentativo di inscenare la solita parodia di un crimine; per distrarre cioè la gente dai veri crimini; quelli di cui egli è a conoscenza, sin da quando, ad esempio, si è occupato del caso ‘Contrada’ o quando veniva sponsorizzato, come tanti altri suoi colleghi, da Antonello Montante, l’ex presidente di Confindustria Sicilia, oggi in carcere a Caltanissetta.
Ancora una volta nella Regalpetra di Leonardo Sciascia è di scena, per distrarre l’opinione pubblica, l’ipocrisia e l’impostura di sempre, tipica del ‘personaggetto’ Cavallaro e degna di alcuni dei più conosciuti romanzi di successo dello scrittore di Racalmuto, quali Il Contesto, Il consiglio d’Egitto o Una storia semplice.

Racalmuto, Fondazione Leonardo Sciascia. Quando il giornalista Cavallaro se la intendeva col galeotto Montante e l’ex ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, donna espressione dei Li Gresti, la famiglia di faccendieri tutta quanta arrestata

Come al solito il Cavallaro, quando è in difficoltà e si deve rilanciare, chiama al suo fianco una serie di personaggi di successo, per aiutarlo a far dimenticare i suoi numerosi sbagli.

A questa funzione assolveranno ad esempio, Michele Guardì, il noto regista televisivo originario di Casteltermini, un paese dell’Agrigentino, autore di alcune note trasmissioni-spazzatura, che costano fior di milioni di euro e finanziate con i soldi del canone RAI, e che paghiamo con la bolletta per l’energia elettrica. Od ancora i giornalisti Marcello Sorgi e Francesco Merlo, nonché i due attori comici, Ficarra e Picone, che contribuiranno a svagarci e ad allietare il pomeriggio di oggi, 2 luglio 2018; anche se per la verità in questi momenti, a due passi da Racalmuto, ci si è resi conto che c’è poco da stare allegri. Ci riferiamo a quanto sta scoperchiando la Procura di Caltanissetta che si è imbattuta anche sul nome dell’organizzatore degli eventi, per così dire culturali, di Racalmuto, quando il Cavallaro faceva il cortigiano, a pagamento, del capo di due associazioni a delinquere (una per spiare ed una per rubare), ossia il già citato Antonello Montante.Questa singolare tre giorni di messa in scena racalmutese, capita proprio a fagiolo, in un momento molto delicato, mentre la Procura ed il Tribunale di Caltanissetta si sta occupando di ben altri tristi e tragici spettacoli, fatti di storie di depistaggi investigativi, relativi ad esempio alla strage di via D’Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Capita mentre, sempre presso gli uffici giudiziari nisseni, si fa luce sul caso Saguto, attraverso un delicato processo che riguarda alcuni magistrati ed amministratori giudiziari corrotti che lucravano, in maniera illecita, sui beni confiscati alla mafia. La tre giorni organizzata dall’amico di Antonello Montante si svolge mentre, sempre a Caltanissetta, è stato inoltre scoperchiato un enorme vaso di Pandora, che poi altro non è, se non il ‘vaso di Montante’, munifico benefattore del nostro strano e nostrano Felice Cavallaro che, come detto, è coinvolto in prima persona, nell’inchiesta denominata Double face.

Il regista di trasmissioni-spazzatura, l’agrigentino Michele Guardì

Quest’ultimo caso giudiziario è denso di storie di inquietante spionaggio che hanno quali protagonisti numerosi giornalisti ed ha portato all’arresto anche del colonnello Giuseppe D’Agata, già responsabile della Direzione Investigativa Antimafia di Palermo e dei Servizi segreti, assieme ad alcuni suoi collaboratori.

Una cosa è certa, Cavallaro sa muoversi assai bene sia quando attraversa i campi minati della mafia che quelli della pseudo antimafia. Sa quando difendersi, quando attaccare e, soprattutto, quando incassare.

 

Salvatore Petrotto

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