La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo ha confiscato beni per circa 70 milioni di euro a Faustino Giacchetto, l’uomo d’affari originario di Canicattì ritenuto l’ideatore del sistema che dal 2006 in poi, grazie alla corruzione seriale, sarebbe riuscito ad appropriarsi di finanziamenti regionali ed europei. I giudici non hanno disposto la confisca integrale dei beni che sono stati già sequestrati: infatti, in possesso della famiglia vi sono ancora 13 appartamenti e una serie di gioielli e orologi di valore, più conti e titoli. Contro il provvedimento è presentabile ricorso. Giacchetto è stato condannato a 8 anni e 1 mese di carcere, e alla vigilanza speciale per 3 anni, al processo cosiddetto “Ciapi”, l’ente di formazione della Regione Siciliana che sarebbe stato utilizzato per drenare risorse pubbliche.

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