Operaio travolto e ucciso da blocco di marmo. Aveva un contratto di soli sei giorni. Dov’è la schiera delle magliette rosse, dagli attici sontuosi di Nuova York, dal fastosi panfili di San Torpè e dagli sfarzosi palagi di Portofino? Non una parola di protesta. Non fa notizia, era solo un lavoratore. Di quella classe massacrata e umiliata, a cui i signori del globalismo e i loro cani da guardia intellettuali hanno portato via financo la dignità. Occorre invece ripartire di qui, dal lavoro e dalla classe che lavora: per ricostruire un fronte nazionale-popolare dal basso, che difenda i deboli contro i forti, il basso contro l’alto, il Servo precarizzato contro il Signore global-elitario.


“Dobbiamo ora rivolgere l’attenzione alla presente condizione dell’anima che vediamo incrostata da mali innumerevoli, come Glauco, il dio del mare, la cui forma originaria può a mala pena essere distinta, perché parti del suo corpo sono state spezzate o corrose o completamente sfigurate dalle onde. Si sono poi aggiunte incrostazioni, erbe, pietre e conchiglie, per cui ora Glauco assomiglia a qualunque altro essere e non più a se stesso”. (Platone, Repubblica)

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