16 Luglio 2018 – Si parla e riparla della benedetta riforma del settore forestale ma, di certezze a oggi non c’è niente. Seppur si dica che a fine mese si possa mettere mano al fatidico giorno del cambiamento, i lavoratori forestali rimangono e vivono il momento come un periodo innocuo e a dirla tutta nessuno crede in un sistema diverso di quello che toccano con mano. Un cambiamento che certamente non farà parte la stabilizzazione, proprio perché non ci sono le intenzioni di cambiare e perché vive e regna un sistema tale da far capire che se si tocca qualcosa si rischia seriamente di cambiare le carte in tavola che qualcuno non vorrebbe…..
La soluzione ideale per tanti potrebbe essere quella di due soli contingenti con limitazioni di spese a carico della Regione che, annaspa e come sempre si lamenta che, manca quel “centesimo” che non verrà mai trovato ma, anche qui le speranze rimangono al lumicino. Certo che, il territorio ha bisogno di un cambiamento , di un aiuto sistematico che potrebbe far rivedere i piani gestionale ambientali e territoriali, visto le bellezze che la terra offre. Un maggior rispetto di ciò che respiriamo e una maggiore attenzione per quei sistemi che spesso vediamo prendere di mira da qualche piromane di turno che per qualche capriccio tenta di devastare ciò che i paesaggi ci danno.

Sui forestali si parla di cifre e di numeri, ma non si “quaglia mai” o si porta niente a casa. Rimane sempre il “contentino di aver aumentate le 5-10 giornate prima del licenziamento,come se fossero una conquista o una vittoria di qualcuno. La nausea di raccontare sempre le stesse speranze armai ha fatto la sua storia e riprendere puntualmente un qualcosa che qualcuno non vuol sentire, rischia di perdere ancor di più quel poco che si è costruito. Prima era solo il Sifus a parlare di stabilizzazione, anni in cui la gente realmente credeva che qualcosa potesse cambiare ora, tutti i sindacati dal primo all’ultimo rimette in gioco la parolina magica che dovrebbe far brillare gli occhi ai lavoratori ma, nel contesto li porta coi piedi per terra, allontanandoli sempre di più dagli stessi sindacati e visto che, egli stesso non crede e non combatte per un cambiamento che realmente dovrebbe esserci.
Incontri con Tizio e Caio solo per dover di cronaca, parole e notizie per animare gli animi e contesti ripetitivi che seppur cambia la poltrona rimangono e vivono negli spettri di una Sicilia che rimane agli angoli del lavoro vero e costruttivo. Tutti sanno che i lavoratori Forestali non possono vivere di precarietà perenne e aspettare le 78 o 101 giornate in un anno per poter dire di aver lavorato, rimane una vergogna che non può più essere supportata e sopportata.
Il governo regionale ha fatto capire chiaramente che le intenzioni rimangono tali agli altri anni e i fatti lo confermano pienamente, nonostante tutti credevano in un cambiamento reale e fattibile. Certo ancora non è detta l’ultima parola e seppur qualche minima speranza ancora rimane sull’uomo Musumeci, certamente non la si può dare agli altri componenti, con maggioranza che manca e, bastone tra le ruote che certamente rimane intatto sempre per distruggere e non costruire e/o, nel darla vinta agli altri…..

Antonio David – ForestaliNews

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