A Palermo la Polizia e la Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno sgominato un gruppo di ragionieri e dottori commercialisti, alcuni titolari di Caf, i centri di assistenza fiscale, che, in cambio di denaro, da un minimo di 200 a un massimo di 1000 euro a pratica, negli ultimi 4 anni avrebbero falsificato la documentazione di extracomunitari irregolari a Palermo. Con tali false certificazioni, gli stranieri hanno dichiarato redditi mai percepiti, oppure di avere diversi figli a carico e una moglie. Sono state eseguite 9 misure di custodia cautelare ai domiciliari per Gesualdo Meli, Antonino Di Majo, Francesco Noto, Antonino Pisciotta, Paola Giannetto, Antonino Russo, Marco Celani e il poliziotto dell’ufficio immigrazione Salvatore Giacobbe che avrebbe sfruttato le sue conoscenze in Prefettura ed è il marito della titolare di un Caf di Castelvetrano. Vi sono altre 9 persone indagate, tra cui, con divieto di dimora a Palermo e obbligo di presentazione alla Questura tre volte alla settimana, Thayaraj Arulnesan, membro della Consulta delle culture del Comune di Palermo e a sua volta titolare di un Caf. Tutti rispondono di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e di violazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero.

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