Riportiamo integralmente l’articolo pubblicato dal quotidiano ‘Il populista’ sulla inchiesta del nostro giornale curata da Salvatore Petrotto:

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L’inchiesta lampo condotta dalla Procura della Repubblica di Agrigento a carico di Matteo Salvini inizia a suscitare le reazioni degli agrigentini. Su italyflash.it è l’ex sindaco di Racalmuto e docente di Italiano, Storia e Filosofia, Salvatore Petrotto, a prendere posizione soprattutto nella forma dell’inchiesta. Poche ore per chiudere l’inchiesta su Matteo Salvini, mentre da anni attendiamo l’indagine sui rifiuti. Questa in sostanza l’accusa di Petrotto al solerte procuratore di Agrigento.

“Agrigento è la terra che ospita una delle più grosse discariche siciliane -commenta il prof. Salvatore Petrotto- quella dell’ex presidente di Confindustria Sicilia, Giuseppe Catanzaro che, da maggio di quest’anno, è sotto inchiesta presso la Procura di Caltanissetta per associazione a delinquere, corruzione e per altri reati. E’ ormai da più di un decennio che i soliti noti, bene ammanicati politicamente, si occupano della raccolta, del trasporto e del conferimento nella discarica del Catanzaro di milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani non trattati. Quest’anno, grazie al nuovo ministro dell’Ambiente, il generale Sergio Costa, quella mega discarica agrigentina è stata chiusa, perché non è stata mai in regola con l’impiantistica prevista dalle norme ambientali.

A febbraio del 2011, a tal proposito -rivela l’ex sindaco Salvatore Petrotto- nella qualità di sindaco di Racalmuto, avevo presentato un esposto presso la procura agrigentina.Sappiamo di un’inchiesta mai avviata, di un procedimento penale mai concluso, di autorizzazioni illegittime e di scempi ambientali mai penalizzati. Insomma per farla breve, sono passati 7 anni ed ancora attendo una risposta. E dire che nel giro di 48 ore il procuratore della Repubblica di Agrigento è riuscito a mettere sotto inchiesta un ministro della Repubblica, che è anche il capo di quello che, stando ai sondaggi, è il primo partito d’Italia.

Lo abbiamo visto precipitarsi -continua a commentare Petrotto- di persona personalmente, sulla Diciotti, la nave  ‘incriminata’ dove secondo la sua tesi accusatoria Matteo Salvini avrebbe sequestrato 177 migranti. Poi, sempre di corsa, è volato a Roma per sentire i funzionari del Ministero dell’Interno ed infine ha trasmesso i suoi atti d’accusa al Tribunale dei Ministri. Mentre io, anzi un’intera provincia, attendiamo da 7 anni che qualcuno, per conto della procura agrigentina, faccia visita alla mega discarica di Siculiana-Montallegro, gestita fino allo scorso anno, da quel presidente di Confindustria sotto inchiesta a Caltanissetta. Se non altro per prendere atto di ciò che il ministero dell’Ambiente ha accertato, a giugno di quest’anno, quando ne ha disposto la chiusura. Non si è trovato inoltre nessuno disponibile, sempre nel corso di questi ultimi 7 anni, a leggere gli atti, che si possono consultare tranquillamente su internet, relativi ad oltre 6 anni di proroghe ed affidamenti diretti senza gara. Appalti -conclude il professor Salvatore Petrotto- presumibilmente – affidati in maniera illegittima, del valore  di qualche centinaio di milioni di euro, per dei servizi effettuati senza tenere conto di alcuna norma ambientale.”

Intanto la linea dettata dal vicepremier e ministro della Lega produce i frutti auspicati dalla stragrande maggioranza degli italiani (un sondaggio tra i telespettatori di Sky ha sancito che quasi l’80% condivide la posizione di Salvini, poco più del 20% si è invece schierato con il presidente della Camera Fico). Stando ai dati ufficiali forniti dall’UNHCR (l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) siamo infatti  passati dai 119.247 immigrati sbarcati nelle coste italiane nel 2017 ai 18.196 di quest’anno che, tendenzialmente, a dicembre, potrebbero diventare  poco più di 25mila, con una drastica riduzione di oltre l’80% rispetto all’anno precedente.

 

fonte il populista.it

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