“COME ASSOCIAZIONE

ABBIAMO AUSPICATO, IN UN COMUNICATO DEL 18 MAGGIO 2018, DOVEROSO PER IL PRESIDENTE MUSUMECI INTERVENIRE VALUTANDO L’OPPORTUNITÀ DI RESCINDERE OGNI APPALTO CHE ABBIA AVUTO COME BENEFICIARI LE DITTE DEGLI INDAGATI NELL’INCHIESTA SU MONTANTE E DI REVOCARE IN AUTOTUTELA QUALSIASI PROVVEDIMENTO AMMINISTRATIVO CONNESSO; PENSIAMO, AD ESEMPIO AL PRESIDENTE DI SICINDUSTRIA CATANZARO, IL QUALE SECONDO I PM, “AVREBBE OTTENUTO ILLECITAMENTE APPALTI NEL SETTORE DEI RIFIUTI TRAMITE CROCETTA”. (fonte :di site.it).

PERCHE’ IL GOVERNO E L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA NON PRENDONO ALCUN PROVVEDIMENTO RIGUARDO ANCHE AD ALTRI SOGGETTI, OLTRE AL CATANZARO, CHE FANNO PARTE DEL ‘SISTEMA MONTANTE’ E CHE OPERANO ANCORA INDISTURBATI ? CI RIFERIAMO AD ESEMPIO A MARIA GRAZIA BRANDARA, ANCHE LEI LEGATA MANI E PIEDI AD ANTONELLO MONTANTE, CHE PRESIEDE UNA SOCIETA’ A PARTECIPAZIONE REGIONALE E CHE ANCORA CONCEDE APPALTI IN PROROGA, PER GESTIRE IL PIU’ GRANDE DEPURATORE D’ITALIA, AL SERVIZIO DEL PETROLCHIMICO DI PRIOLO. IL TUTTO IN MANIERA ILLEGITTIMA !

Passiamo adesso all’ultimo pesante comunicato a proposito dei sospetti silenzi della Regione, diramato da Asaec Anti estorsione di Catania

‘Montante e gli amici dell’antimafia: le reazioni da Catania

NOTA DELLA REDAZIONE di site.it in merito all’articolo (2) MONTANTE E GLI AMICI DELL’ANTIMAFIA: Tano Grasso e don Ciotti abbiamo ricevuto questo comunicato dalla associazione Asaec Antiestorsione di Catania che volentieri pubblichiamo:

COMUNICATO STAMPA

28 agosto 2018

Come associazione Asaec Antiestorsione di Catania abbiamo più volte ribadito la nostra idea: è necessario prendere una posizione netta, decisa, semplice, il più delle volte, coraggiosa, ma che serve ad abbattere quel muro di ambiguità che alimenta un clima insopportabile.
Dall’articolo [ di site.it ndr ] emergono in maniera inconfutabile relazioni e contatti con Tano Grasso, presidente onorario della Fai e Don Luigi Ciotti di Libera.

In un periodo in cui prudenza e ragioni di opportunità avrebbero dovuto sconsigliare ulteriori contatti con chi, da paladino dell’antimafia, è finito in una inchiesta della DDA di Caltanissetta con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa e poi, il 14 maggio di quest’anno, è stato arrestato per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, spionaggio e accesso abusivo a sistema informatico, parrebbe che, in particolare, Tano Grasso abbia continuato a intrattenere relazioni con Montante.
Un’ambigua presa di posizione che coinvolge un po’ tutti: anche l’attuale presidente della Regione Siciliana On. Nello Musumeci, il quale, innanzi alle evidenze investigative che hanno scoperchiato il verminaio politico – corruttivo – finanziario del cosìdetto “sistema Montante”, ha invitato alla prudenza “non sbattendo il mostro in prima pagina”, ed issando, invece, immanente la bandiera del garantismo di opportunità.
Peraltro, come Associazione abbiano auspicato, nel comunicato del 18 maggio 2018, come doveroso per il Presidente Musumeci intervenire valutando l’opportunità di rescindere ogni appalto che abbia avuto come beneficiari le ditte degli indagati nell’inchiesta su Montante e di revocare in autotutela qualsiasi provvedimento amministrativo connesso; pensiamo, ad esempio al presidente di Sicindustria Catanzaro, il quale secondo i pm, “avrebbe ottenuto illecitamente appalti nel settore dei rifiuti tramite Crocetta”.

Volgiamo la nostra azione quotidiana verso un recupero di dignità dell’associazionismo antimafia affinché si riappropri della sua primaria funzione di antimafia di strada, volontaria, gratuita, composta per la maggior parte da imprenditori che hanno vissuto le medesime vicende estorsive, e contrapponiamoci a quella retorica, ubbidiente e addomesticata, sottomessa alle benevolenze di molti.

AS.A.E.C. ASSOCIAZIONE ANTIESTORSIONE DI CATANIA’

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