Tra paure, futuro e incertezze sulla viabilità per l’intero paese, la Sicilia guarda tra le proprie mura e mette in atto che le preoccupazioni possono essere all’ordine del giorno. Dopo aver riscontrato il problema del viadotto Himera,. causato da una frana che ha abbattuto leggermente il pilone sul tratto della Palermo – Catania , dopo averla battuta per un tratto e in attesa di ricostruire l’intera carreggiata (?) si parla, e si attenziona il fatto sul viadotto Morandi di Agrigento.
Il ponte è chiuso da circa un anno dopo una segnalazione fatta dagli ambientalisti, ove successivamente si è messo in evidenza e preso atto che la pericolosità poteva soltanto aumentare, quindi si sono fatte varie ipotesi come quella di abbatterlo o di rimetterlo in sesto. «Un’opera che ha bisogno di cure – dice Valerio Mele responsabile di Anas Sicilia – , ma sappiamo sa come curare l’opera che può essere ristrutturata e restituita alla collettività in piena sicurezza». Dall’altra parte della barricata i cittadini presi dal panico dai fatti di Genova, non si fidano più di tanto e, chiedono la sicurezza territoriale prima di ogni altra questione sia burocratica che di immagine.
Da un vertice al comune di Agrigento si è parlato di tale situazione e, lo stesso Mele ha chiarito che l’Anas è disponibile a qualsiasi esigenza si chiede e per affrontare una messa in sicurezza, e già si parla di circa 30 milioni di euro. Il sindaco di Agrigento Lillo Firetto ha chiesto anche spiegazioni ai vertici e, di valutare anche altri progetti alternativi.
Da qui perché non affidare a Renzo Piano un’altra opera simile a quella presentata ieri a Genova ?

Antonio David – ForestaliNews

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