A Caltanissetta, in Tribunale, inizia oggi il processo frutto dell’inchiesta sul depistaggio delle indagini dopo la strage di Via D’Amelio. Gli imputati sono tre poliziotti, il funzionario Mario Bo, e gli ispettori Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, che rispondono di concorso in calunnia perché avrebbero costruito ‘ad arte’ il falso pentito Scarantino. I figli di Paolo e Agnese Borsellino, Fiammetta, Lucia e Manfredi, sono presenti in Tribunale e saranno parte civile. La stessa Fiammetta Borsellino commenta: “Seguiremo ogni sviluppo processuale della vicenda. Saremo impegnati in prima persona per dare un contributo all’accertamento della verità. Ma siamo qui anche per solidarizzare con chi, come la Procura di Caltanissetta e non altri, sta cercando con ostinata pervicacia di venire a capo di questa matassa, che purtroppo rimane gravemente compromessa proprio a causa del depistaggio”. Chiedono di costituirsi parte civile anche Salvatore Borsellino, il fratello di Paolo, e i figli di Adele, la sorella del magistrato. E chiede di essere parte civile, inoltre, il presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava, presente oggi al palazzo di giustizia di Caltanissetta, e che commenta: “Con la commissione sto conducendo un’indagine sul depistaggio istituzionale. E’ importante essere qui: 26 anni dopo, finalmente, il primo atto giudiziario su una vicenda scandalosa”.

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