Su iniziativa del deputato regionale del Movimento 5 Stelle, Giovanni Di Caro, vice presidente della commissione Attività produttive, i lavoratori, i sindacati, i vertici Italcementi e i rappresentanti istituzionali locali e regionali sono stati ascoltati dalla stessa commissione nel merito della vertenza Italcementi gravante a Porto Empedocle. E’ stata prospettata la costituzione di una commissione tecnica regionale, composta anche dal sindaco Ida Carmina e dai sindacati. La stessa Ida Carmina spiega: “Occorre distinguere tra soluzioni immediate per i lavoratori in mobilità e quelle legate alla riconversione e all’utilizzo dell’area, che è un sito di ben 700 ettari in prossimità di una zona portuale, e che potrebbe essere volano di sviluppo dell’intera provincia. C’è stata già la proposta di un imprenditore per l’utilizzo di una cava. Abbiamo chiesto all’assessore Ippolito di utilizzare gli stessi aiuti fatti in deroga per i lavoratori di Gela e Termini Imerese, ma ci è stato risposto che non si può perché queste due realtà sono qualificate, a livello nazionale, come aree di crisi complessa e Porto Empedocle invece no. La questione di fondo da decidere è la destinazione, per mettere attività compatibili tra loro. Il sito è privato, ma il tavolo dovrà naturalmente sentire tutti. Anche l’Iseda, presente in audizione, ha illustrato un progetto di un polo tecnologico per il riciclaggio di rifiuti inerti. L’azienda ha chiesto a Italcementi l’utilizzo di una cava dismessa che ad oggi non ha ottenuto”.

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