ALCAMO. Le speranze dei precari passano dalla Legge Madia, in particolare dall’articolo 20, che parla di “superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni” e apre alla possibilità di assumere a tempo indeterminato per il triennio 2018-2020*. Le amministrazioni locali hanno iniziato le procedure, come per esempio il Comune di Alcamo, famoso per i suoi 394 precari, un numero davvero eccezionale se si pensa che i dipendenti a tempo indeterminato sono circa 180.

Ritornando al versante generale, questa possibilità di stabilizzazione accolta con favore dai precari, però consta di vari aspetti, alcuni ancora non chiari, perché ogni comune deve predisporre in che modo stabilizzare e il numero necessario per l’ente. La domanda successiva sarà: e chi resta fuori? Si parla di Resais, ma per ragioni normative questo non sembrerebbe così scontato, quindi la palla dovrebbe passare alla concertazione con il Governo Regionale e Nazionale. Un po’ di incertezze che certo non aiutano i lavoratori a stare sereni, perché come detto sempre non si parla di numeri, ma di esseri umani e famiglie, che hanno diritto ad un futuro certo.

Andando ad analizzare casi singoli, per fare un esempio sulla questione, andiamo a sviscerare ciò che sta accadendo ad Alcamo. Il caso precari ad Alcamo anima da molto tempo il dibattito cittadino. In una prima fase, di quasi un anno fa, a farla da padrone era la ricognizione per decidere il numero di precari da stabilizzare, secondo il fabbisogno e le categorie. Dopo questa fase a riaccendere i riflettori sulla questione la presa di posizione del sindacato UIL, che ha lanciato un allarme, sia dal punto di vista del numero dei precari da stabilizzare, sia sul clima non certo favorevole a questi lavoratori. L’amministrazione dal canto proprio ha risposto che i numeri fatti dalla UIL sono errati e che la lotta è contro quei lavoratori che sbagliano.

Dopo questo dibattito a distanza la palla è passata al Segretario Generale del comunale di Alcamo, Vito Bonanno, che è diventato colui che si “occuperà” in particolare della questione e questa decisione è stata accolta con favore dal sindacato.

Per capire qual è la situazione attuale abbiamo raggiunto Segretario Generale del Comune di Alcamo Vito Bonanno e il Segretario Provinciale della UIL FPL Giorgio Macaddino.

Il Segretario Bonanno, dopo aver fatto un’analisi generale, è andato nello specifico, sottolineando che il lavoro è sul lato regolamentare (Regolamento approvato in Giunta), cioé sono state decise le modalità con cui saranno esaminati i precari che sono oggetto di stabilizzazione.

Sul versante numero di stabilizzati il Segretario ha parlato di circa 300 e non 204 come affermato dal sindacato, “questo si evince anche dal Documento Unico di Programmazione del triennio 2018-2020” (Le assunzioni saranno spalmate in questi tre anni).

Una notizia rilevante, sottolineata da Bonanno, è che la categoria esclusa in precedenza ora è ricompresa, la differenza è sul versante della procedura dell’esame:

• Cat A (Operai) e B (Operai specializzati) svolta per titoli e, ove è richiesta una specifica professionalità, una prova di idoneità il cui contenuto sarà stabilito in sede di avviso di selezione;

• C (amministrativi, istruttori, geometri, contabili) e D (Laureati) è prevista una selezione per titoli ed esami.

La stabilizzazione, afferma sempre Bonanno, è rivolta a personale interno, gli esterni non possono partecipare, quindi non può essere una sanatoria dei contratti, da accertare di conseguenza non solo l’anzianità, ma anche competenze e conoscenze.

Dal punto di vista costo del personale, sempre il Segretario Generale, ha ricordato che la legge di stabilità regionale del 2018 ha stanziato da qui al 2038 la copertura finanziaria degli stipendi e il Comune metterà una piccola quota, quella che già mette oggi, ma se il comune cambia le ore di lavoro del dipendente, per esempio da 18 a 30 ore, il restante è a carico del il Comune stesso.

Poi con Bonanno abbiamo affrontato la questione dei precari che hanno fatto causa al Comune per il caso “rinnovo oltre la terza volta”. Il Segretario Generale ha specificato che questi dovranno decidere tra ricevere i soldi derivanti dalla causa o partecipare alla stabilizzazione.

Dopo aver incontrato Bonanno abbiamo raggiunto la “controparte” nella diatriba sulla questione, cioé il Segretario provinciale della UIL Fpl, Giorgio Macaddino.

Il segretario ha parlato, in primis, di rispetto delle regole. Regole che sono importanti, ma che ancor di più, per Macaddino, sono essenziali gli atti concreti, perché solo da quello si potrà capire se si è trattato solo di parole o si è portato a casa un buon risultato.

Ma nel colloquio avuto si è potuto intuire chiaramente che prima di ogni discussione, deve essere chiaro che si sta parlando di esseri umani, famiglie e non numeri, quindi è necessario capire che direzione prenderà la vita di questi lavoratori e lavoratrici, anche di coloro che non supereranno il concorso.

In sintesi non si può lasciare questi lavoratori nell’incertezza e il sindacato rimarca che sarà sempre presente per difendere i diritti dei lavoratori. Ma il sindacato, inoltre, pone delle questioni cruciali come il caso di coloro che non dovrebbero risultare idonei, la domanda è: cosa succederà loro? E Macaddino si dichiara preoccupato e si augura che questi esami non diventino una scusa per stabilizzare un numero inferiore di lavoratori.

Sempre Macaddino di contro auspica che atti concreti sconfessino le impressioni del sindacato, anche se sottolinea che ad oggi queste, non belle impressioni, sembrano avere ragione di esistere, quindi tanti gli interrogativi che restano.

Infine il segretario della UIL Flp ha rimarcato che si sta parlando di persone che sono fondamentali per dei servizi che il comune da’, certe volte andando ben oltre le ore di lavoro normale, che non costano di più al Comune, perché vengono tramutate in riposi, di cui i lavoratori usufruiscono nei giorni in cui l’ente è chiuso.

In conclusione, una questione che vive di tinte chiare e scure, a decidere il predominare dell’una e dell’altra intensità saranno gli atti che si concretizzeranno, partendo dal regolamento “varato” dalla giunta. Invece per quanto riguarda coloro che restano fuori dalla stabilizzazione, una passaggio cruciale risulterebbe essere la concertazione con Governo regionale e Governo nazionale.

* il numero dei lavoratori da stabilizzare è 287 su 393 come dichiarazione dell’Assessore Butera nella riunione della seconda commissione del 04-09-2018.

Questo è l’altro capolavoro in materia di contratti a termine e procedure di stabilizzazione dei rapporti di lavoro flessibili negli Enti Locali siciliani.

Al peggio come disse quel tale non c’è mai fine!

In tutto questo circolano notizie di un imminente circolare esplicativa della Regione Siciliana come se la Circolare 23 novembre 2017 n 3 /DFP esplicativa dell’art 20 del Decreto Legislativo Madia non fosse mai esistita nell’Ordinamento visto che in materia di stabilizzazione dei rapporti di lavoro flessibili la competenza esclusiva è dello Stato italiano!

Poveri dipendenti pubblici precari siciliani ancora una volta gabbati!

Ci sarà una reazione precaria sistemica a questo tipo di legislazione regionale vigente che valorizza soltanto il precariato pubblico siciliano che dura da 30 lunghi anni!

Aspettiamo con trepidazione che finalmente i dipendenti pubblici precari siciliani si sveglino dal sonno profondo dove li ha ricacciati l’art 26 dell’ultima genialata della Legge Regionale 8 maggio 2018 n 8 sul finanziamento ventennale a valere sul Fondo straordinario di cui all’art 30 della Legge Regionale 28 gennaio 2014 n 5.

Un vero capolavoro di filosofia legislativa!

Buona fortuna!

Gaetano Aiello

Fonte http://www.alqamah.it/2018/10/02/precari-da-stabilizzare-il-presente-e-il-futuro-dei-lavoratori-e-delle-loro-famiglie/amp/

Rispondi