In Italia “l’incertezza politica ha riacceso l’attenzione sul legame fra banche e debito sovrano”. Ne è convinto il Fondo Monetario Internazionale, che scrive nel suo Global Financial Stability Report: i “recenti eventi in Italia suggeriscono che il legame fra banche e debito sovrano resta un importante canale di trasmissione di rischio”.
“Se dovessero riemergere preoccupazioni sul mercato sulla politica di bilancio, il rischio è quello di riaccendere il legame fra banche e debito sovrano. In tale scenario, le tensioni sul mercato potrebbero diffondersi ai mercati dei bond in Europa, così come è accaduto durante la crisi dell’area euro e, in modo più limitato, in maggio”, sottolinea il Fondo. Nell’area euro la politica monetaria resta accomodante, cosi’ come le condizioni finanziarie. prosegue l’Fmi. E questo nonostante l’incertezza politica: in Italia ”l’incertezza politica ha riacceso l’attenzione sul legame fra banche e debito sovrano. In Gran Bretagna con l’avvicinarsi della scadenza per la Brexit, i timori dei mercati per una Brexit no-deal sono aumentati, facendo aumentare la volatilita’ della sterlina”.

Intanto, il responsabile del Global Financial Stability Report, Tobias Adrian, mette in guardia: “Gli spread italiani si sono ampliati. Dobbiamo guardare al processo politico per vedere se si arriva a un compromesso che il mercato reputa sostenibile”.

Il Fondo Monetario Internazionale  aveva già previsto martedi’ nel suo nel World Economic Outlook una crescita del pil italiano dell’1,2% nel 2018 e dell’1% nel 2019, in calo rispetto al +1,5% del 2017. E’ la crescita più bassa fra i Paesi dell’area euro, nonostante la revisione al ribasso delle stime per Germania e Francia.
Quanto al tasso di disoccupazione il Fmi prevede in Italia un calo dall’11,3% del 2017 al 10,8% di quest’anno. Per il 2019 si attende il 10,5%.
Il debito pubblico è atteso in calo dal 131,8% del 2017 al 130,3% del pil quest’anno e al 128,7% del pil nel 2019, scendendo al 125,1% nel 2023. Il deficit è atteso scendere dal 2,3% del 2017 all’1,7% nel 2018 e nel 2019, per attestarsi al 2,2% nel 2023.

PRESERVARE RIFORME PENSIONI E LAVORO ”In Italia le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttivita’ del lavoro a livello aziendale”. Lo afferma il Fmi nel World Economic Outlook, invitando l’Italia a preservare la riforma Fornero

 

fonte ansa.it

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