Entro 48 ore denuncerò e pubblicherò qui la denuncia per stalking giudiziario ai sensi dell’articolo 612 bis CP – ha scritto su Facebook Francesco Bongiovanni .Da circa 25 anni sono oggetto di false indagini persecutorie. Si tratta di situazioni che si sono sviluppate ancora in maniera più grave in questi ultimi giorni, quando ho attaccato direttamente un gruppo di potere che mi perseguita da anni perché legato a dei magistrati corrotti.  Tale gruppo di potere è dominato dagli avvocati Amara e Calafiore. Gruppo  che riesce ancora ad ottenere ‘difese’ di magistrati, ancora operanti ambiguamente presso la Procura della Repubblica di Siracusa. Per la cronaca al Bongiovanni hanno impedito, da sempre, sistematicamente, di svolgere la  sua attività imprenditoriale nel settore dell’agriturismo, attraverso vari boicottaggi amministrativi e calunnie anche di natura penale. Quando lui fa riferimento a Piero Amara e Giuseppe Calafiore, si riferisce a due avvocati arrestati il 6 febbraio scorso nell’ambito delle inchieste delle Procure di Messina e Roma, relative ad un sistema di corruzioni di magistrati, finalizzato ad agevolare alcuni clienti dei due legali. L’indagine aveva coinvolto anche l’ex pm di Siracusa, Giancarlo Longo che è stato sottoposto agli arresti domiciliari, ed altre 13 persone. Sia Calafiore sia Amara collaborano, da mesi, con i magistrati.  Come si può ben capire si tratta di una delicatissima vicenda che è assurta agli onori della cronaca nazionale e che sta avendo ulteriori sviluppi. Le  dichiarazioni ai magistrati, rese da questi due avvocati incriminati che stanno adesso collaborando con le Autorità Giudiziarie,  hanno già  portato, tra l’altro, all’arresto di un ex giudice del Cga siciliano, Giuseppe Mineo, accusato di corruzione in atti giudiziari e all’indagine a carico dell’ex senatore di Ala Denis Verdini

a cui è stato notificato un avviso di garanzia per finanziamento illecito dei partiti. Questi ed altri procedimenti penali che hanno avuto un rilievo nazionale, scaturiscono in parte anche dalle denunce del Bongiovanni. Ecco perché, probabilmente, qualcuno all’interno degli uffici giudiziari di Siracusa ce l’ha con Francesco Bongiovanni.  L’estate scorsa inoltre, in più occasioni, egli ha subito dei pesantissimi atti intimidatori, tra i quali l’ avvelenamento e l’uccisione a colpi di fucile di  7 cani. E ciò è successo dopo che il Bongiovanni ha organizzato a Catania ed a Vittoria, due convegni sui casi di mala giustizia in Italia. Malgrado sia stato oggetto di questo suo pesante stillicidio, giustamente, sempre il Bongiovanni, fa notare che: “addirittura negli ultimi mesi si arriva di impedirmi la comunicazione telefonica con amici e non solo telefonica, anche attraverso WhatsApp e Messenger, mi si impedisce sia di raggiungere l’amico che chiamo sia durante la comunicazione viene interrotta continuamente la chiamata “.

Questa drammatica situazione in cui versa oggi il Bongiovanni, sembrerebbe il risultato di una serie di attività ritorsive ed intimidatorie tendenti a fargli pagare un salatissimo prezzo per avere denunciato un intero ‘sistema di potere’ corrotto, i cui riferimenti istituzionali erano anche, come detto, dei giudici corrotti, in servizio a Siracusa.

“Inoltre – prosegue sempre il Bongiovanni – negli anni sono state aperte, dopo indagini fasulle, tre o quattro procedimenti penali nei miei confronti che si sono svolti con udienze rinviate senza presenza né di testimoni né con la possibilità di convocare alcuno per errate notifiche raggiungendo così gli anni di prescrizione i procedimenti che io chiamo fantasma sono andati in prescrizione.

Ho cercato di avere copie dei fascicoli dei procedimenti prescritti per procedere in appello e chiedere i danni;  ma tali fascicoli sono andati dispersi nonostante le mie denunce relative a tali gravi smarrimenti di atti giudiziari. Atti che sono stati poi ritrovati, ma dopo 12 mesi dalle mie richieste,  per impedirmi di  chiedere gli eventuali danni attraverso eventuali miei ricorsi”.

Francesco Bongiovanni 14.10.2018

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