La Procura di Termini Imerese ha avviato un’inchiesta sulla Blutec, l’azienda che ha rilevato lo stabilimento ex Fiat. I militari del nucleo di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza sono entrati in fabbrica e hanno sequestrato alcuni documenti, cartacei e informatici. L’inchiesta verte sul finanziamento di 21 milioni di euro per il rilancio dello stabilimento. La Procura, diretta da Ambrogio Cartosio, intende accertare destinazione e impiego di tali soldi. Sequestrati file e fatture per verificare le spese. Ancora nessuno degli 800 operai ex Fiat è stato assunto. Nei giorni scorsi, gli investigatori del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo si sono presentati negli uffici dello stabilimento termitano e presto la notizia si è diffusa in città. Preoccupato il sindaco Francesco Giunta, che ha parlato del “blitz” della Guardia di finanza in consiglio comunale. “Questa situazione fa piovere sul bagnato – ha detto il primo cittadino – l’azienda deve ancora restituire 21 milioni di euro, non è stata in grado con queste somme di produrre qualcosa di concreto ed entro il 31 dicembre di quest’anno avrebbe dovuto assorbire ottocento lavoratori dell’ex Fiat”. Oggetto dell’indagine, è proprio la prima tranche del finanziamento ricevuto da Invitalia. Gli investigatori hanno acquisito file e fatture per verificare come eventualmente siano stati spesi quei soldi.

Sempre a proposito dell’azienda Blutec, sotto inchiesta, perché non ha assicurato neanche un posto di lavoro ricordiamo che nel 2016 furono l’ex presidente della Regione, Rosario Crocetta, l’ex senatore Beppe Lumia e l’ex assessore regionale per le Attività Produttive, Mariella Lo Bello,

adesso tutti e tre sotto inchiesta in relazione ad altre vicende giudiziarie connesse col caso Montante, a sbandierare la concessione proprio di quel finanziamento di 21 milioni di euro, adesso incriminato.
Quello della Blutec è stato semplicemente un grande bluff. La Blutec è un’azienda che è stata sponsorizzata e finanziata dal Governo Regionale presieduto dal pluri indagato, Rosario Crocetta che ha solo bruciato nel nulla quell’ingente finanziamento concesso da Mariella Lo Bello, la fedelissima assessora che agiva in nome e per conto di Antonello Montante, l’ex presidente di Confindustria Sicilia attualmente recluso presso il carcere di Caltanissetta. Quel finanziamento di 21 milioni di euro non ha prodotto un solo posto di lavoro, ma solo degli inutili ed infruttuosi corsi di formazione professionale. E dire che tale cospicua erogazione finanziaria di pubblico denaro, due anni fa, a Termini Imerese, era stata salutata, con tanto di pomposa conferenza-stampa, anche dall’ex senatore Beppe Lumia, come la panacea di tutti i mali, causati dalla chiusura degli stabilimenti della FIAT, che aveva provocato la perdita di migliaia di posti di lavoro.

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