Sciopero  alla Ecoface Industry srl, il comunicato a firma di Manlio Cardella, segretario Regionale Confael:

L’azienda  Ecoface  Industry srl, con sede in  Campobello di Licata,  il cui titolare è Calogero La Rocca   Presidente di Confindustria Giovani Sicilia – scrive Cardella-   è autorizzata  dal Dipartimento Regionale Rifiuti – Ass.reg.le Energia, a svolgere presso l’ impianto di Ravanusa Area del Salso ex ASI,  attività di selezione  automatizzata di messa in riserva, scambio e recupero rifiuti,  provenienti da raccolta differenziata.

Ad ammassare i rifiuti differenziati presso tale impianto  sono numerosi Enti locali della Regione Sicilia, tra i quali Agrigento,  Canicattì–Camastra, Casteltermini, Raffadali, Palma di Montechiaro,  Campobello di Licata, Sommatino, Delia, Gela, Niscemi etc.  i cui relativi costi  d’esercizio sono a carico pertanto della collettività. L’impianto di Ravanusa  fino al 29 aprile constava di n.12 lavoratori assunti a tempo indeterminato ai quali si aggiungono n.11 lavoratori,   a contratto di somministrazione, forniti da Agenzia per il Lavoro, che vede l’Ecoface Industry utilizzatore di tale manodopera per  le lavorazioni cui sopra indicate..

Secondo Cardella, l’azienda per stroncare sul nascere la scelta dei lavoratori di  aderire a  Confael ha subito dopo licenziato un dipendente facendo comprendere quale sarebbe stato il clima d’ora in avanti. Altri lavoratori hanno subito spiacevoli contestazioni.

Con l’azione di sciopero i lavoratori e il sindacato Confael – continua Cardella –  rivendicano “ tutela e rappresentanza sindacale, rispettosa della volontà dei lavoratori, l’applicazione del  CCNL  FISE e non  quello tutt’ora in uso alle cooperative di servizi di pulizia, regolarità salari, buste paga arretrate, ferie maturate e non godute, lavoro straordinario, ed ancora, salubrità ambienti di lavoro , igienicità servizi sanitari spesso senza acqua, prevenzione e sicurezza, nonchè DPI adeguati alla pericolosità dei materiali , con  rischi di potenziale esposizione a infezioni di varia natura nonché di punture per la presenza di siringhe. Sussistono anche  rischi di inquinamento ambientale, vista l’esposizione alle intemperie di notevoli quantità di rifiuti ammassati all’esterno dell’impianto.”

Nel 2018 aveva subito la stessa sorte  un altro un lavoratore a tempo indeterminato licenziato dopo le medesime rivendicazioni.  La  Ecoface Industry srl ,  si  tiene  prudentemente  non a caso sotto la soglia dei 15 dipendenti a tempo indeterminato, prassi oramai consolidata, dopo l’abolizione dell’ art.18 dello Statuto dei Lavoratori,   grazie alla disciplina sui licenziamenti  imposta con il Jobs Act da Confidustria. 

La Confael è l’unico sindacato nel settore di igiene ambientale,  che si batte per migliorare le condizioni di lavoro e di sicurezza  nei  cantieri di igiene ambientale nella provincia di Agrigento.

Se dalle Alpi alla Sicilia – conclude il segretario della Cofael –  vicende simili accadono frequentemente  in tantissimi luoghi di lavoro, configurandosi oramai come  la normalità; non è di certo  normale che ciò accada alla Ecoface Industry srl, iscritta alla White List della prefettura di Agrigento e che tutt’ora i  lavoratori dell’impianto di  Ravanusa sono destinatari di lettere di contestazioni con la prospettiva di potenziali licenziamenti. Non fanno bene a Confidustria,  comportamenti similmente elusivi in danno dei  decantati principi di etica e legalità  oltrechè di antimafia. Occorre prendere  atto che rappresentanza e  rappresentatività non si assicurano con protocolli  d’intesa di rito, bensì con chiare azioni di chi è chiamato alla responsabilità della rappresentanza di interessi collettivi, di imprese e lavoratori.

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