l magistrato palermitano oggi in servizio della Direzione nazionale era stato sospeso dopo un’intervista sui misteri delle bombe del 1992

Scendono in campo 118 magistrati di tutta Italia in difesa di Nino Di Matteo, l’ex pm del processo “Trattativa Stato-mafia” oggi sostituto procuratore della direzione nazionale antimafia che a fine maggio è stato estromesso dal pool stragi per un’intervista sui misteri delle stragi del 1992. “Senza aver rivelato alcun segreto o notizia riservata”, è scritto in una lettera appello indirizzata al presidente del Csm, il Capo dello Stato Sergio Mattarella, al vice presidente David Ermini e a tutti i consiglieri.  

“Pur non avendo intenzione di sindacare un provvedimento che, peraltro, non è stato diffuso nel dettaglio, e che dunque neppure conosciamo, né volendo in alcun modo ingerirci nelle competenze del procuratore nazionale antimafia – dicono i firmatari – sentiamo tuttavia l’esigenza di esprimere il forte turbamento che la notizia dell’estromissione del dottor Di Matteo ha provocato in tutti noi”. Parole accorate quelle inviate a Palazzo dei Marescialli. “Forte turbamento, non solo per la stima e l’ammirazione che riponiamo nei confronti del collega, per lo spirito di abnegazione, i sacrifici personali e familiari, l’elevato senso delle istituzioni, l’eccelso grado di professionalità e l’equilibrio, che lo hanno contraddistinto in tutta la sua carriera e che ne fanno uno dei magistrati più in grado di trattare la materia in questione, ma soprattutto perché temiamo che tale estromissione possa delegittimarlo agli occhi della criminalità e del potere mafioso, acuendo ulteriormente i già elevatissimi rischi per la sua incolumità

Fonte : Repubblica

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