Il primo atto politico dell’amministrazione Maniglia è la previsione di quattro nuove assunzioni al Comune.

Non siamo ancora usciti dalla procedura di riequilibrio finanziario che la novella amministrazione pensa già ad ipotecare i bilanci futuri.

Una delle principali ragioni del nostro predissesto è la spesa del personale, ancora troppo elevata ed oltre i parametri nazionali stabiliti per gli enti in dissesto.

Una delle misure più incidenti del piano di rientro è appunto il blocco delle assunzioni.

Ebbene, invece di capitalizzare i sacrifici compiuti dai nostri concittadini in questi anni per risanare il bilancio comunale e attendere la fuoriuscita dal piano di riequilibrio per abbassare le tasse e liberare risorse, si ritorna ad aumentare la spesa del personale.

Invece di muoversi in direzione di una moderna gestione delle finanze comunali, di valorizzare il personale che già c’è, con corsi di aggiornamento e riqualificazione, si riprende la vecchia politica delle assunzioni, come se pagare gli stipendi di numerosi impiegati fosse il destino ineluttabile della nostra comunità.

La scelta dell’amministrazione Maniglia è oltremodo odiosa nei confronti del personale precario, per il quale si prevede una trasformazione a tempo indeterminato del contratto a 22 ore, perché le risorse si vogliono utilizzare per assumere altre persone sempre a tempo indeterminato ma a 36 ore.

Per non dire dei lavoratori socialmente utili, per i quali si attende una misura legislativa che favorisca la loro stabilizzazione.

Siamo un comune ancora convalescente, in un contesto di grande incertezza, che deve valutare il giusto equilibrio tra l’obbligo civile di abbassare le tasse, la necessità di aumentare i servizi e la tutela delle aspettative dei lavoratori precari, ma l’amministrazione Maniglia ha già scelto: i risparmi conseguiti serviranno a finanziare dopo trent’anni una nuova stagione di concorsi pubblici.

Il buongiorno si vede dal mattino.

E.M.

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