Alla Regione Sicilia, con sentenza della Corte di giustizie europea, sono stati sottratti 380 milioni di euro di fondi europei perché li ha gestiti male. Si tratta di fondi risalenti al ciclo comunitario di Agenda 2000-2006. In particolare, la Corte ha respinto il ricorso dell’Italia contro la sanzione inflitta alla Sicilia “per gravi carenze nella gestione e nei controlli”. In Sicilia all’epoca giunse una pioggia di finanziamenti di provenienza europea, che però confluirono in un fiume di sperperi soprattutto nell’ambito della Formazione. E nel 2015 gli ispettori comunitari hanno constatato che in Sicilia alcuni progetti erano stati presentati dopo la scadenza del termine, alcune spese per il personale non erano correlate al tempo effettivamente impiegato, i giustificativi di spesa insufficienti, consulenti esterni privi delle qualifiche richieste e spese non pertinenti, ed erano anche state violate le procedure di appalto e per la selezione di docenti, esperti e fornitori.

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